La Russa: «Il voto vi fa paura come un film horror, da rintanarsi coi sacchetti di sabbia alle finestre» (video)

20 Lug 2022 15:37 - di Viola Longo
la russa

«In un sistema democratico non bisogna avere paura di un vuoto di potere. I vuoti di potere ci sono nei sistemi dittatoriali». Ignazio La Russa, nel suo intervento al Senato sulla crisi di governo, ha ribadito la ferma richiesta di FdI di andare a elezioni, chiarendo come non regga alcuna delle argomentazioni portate da chi si dice contrario per il “bene del Paese”. E prendendo atto che, dopo l’intervento del capogruppo leghista Massimo Romeo, che ha chiesto un Draghi bis senza il M5S, il governo ormai già non esiste più, perché già non esistono più quelle precondizioni di larga maggioranza indicate dallo stesso Draghi come imprescindibili per continuare.

La Russa: «I giochi sono fatti: il governo, presidente, non c’è più»

«Io capisco che il presidente del Consiglio sia uscito dall’Aula, perché ormai i giochi sono fatti: il governo, presidente, non c’è più. Non c’è quell’ampia maggioranza necessaria per poter proseguire», ha detto La Russa, facendo riferimento al fatto che subito dopo le parole di Romeo il premier ha lasciato l’Aula. Draghi si è fermato per una decina di minuti nel corridoio a due passi dalla sala del governo a Palazzo Madama, per confrontarsi con il sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli, i ministri Dario Franceschini, Roberto Speranza, Renato Brunetta e Lorenzo Guerini. Poi, dopo essere rientrato, è uscito nuovamente, impegnato in conversazioni telefoniche mentre i ministri continuavano a confrontarsi tra di loro e con i loro rispettivi staff.

La sinistra e i 6 giorni per «orchestrare la campagna “Ciccì, nun ce lassà”»

«Si avvicina lo spettro delle elezioni, lo spettro di quando gli italiani scelgono. Un momento che per alcuni provoca una paura da film horror, da rintanarsi in casa e mettere sacchi di sabbia alla finestra», ha proseguito La Russa, aggiungendo che «io ho paura che questo sistema dominato dalla sinistra sia così forte da conculcare persino la libertà del presidente del Consiglio di dimettersi». «Perché lei, presidente Draghi, aveva deciso di dimettersi», ha aggiunto il senatore di FdI, che ha ripreso le parole della collega Isabella Rauti per dare il senso della «campagna orchestrata dalla sinistra» in questi sei giorni allo scopo di poter dire che sono gli italiani che non vogliono che Draghi vada via: «2mila sindaci su 8mila e 150 persone che cantavano “Ciccì nun ce lassà”».

Il significato della freddezza dell’Aula di fronte all’intervento di Draghi

Ma poi La Russa ha citato anche lo stesso Draghi, quel suo avvertimento sul fatto che un premier non eletto ha bisogno di un’ampia maggioranza parlamentare e che non è possibile minimizzare il non voto del M5S sul di Aiuti. «Io mi domando: è possibile minimizzare cosa sta succedendo in questo dibattito?», ha quindi chiesto La Russa. Il vicepresidente del Senato ha fatto riferimento al cosiddetto “applausometro”, in queste ore così concitate all’attenzione di tutti gli osservatori. La sola standing ovation, ha ricordato La Russa, c’è stata quando Draghi ha citato Falcone e Borsellino. Per il resto niente applausi dal M5S, niente applausi dalla Lega, qualche isolato applauso da Forza Italia.

La Russa cita Gaber e smaschera le bugie sulla responsabilità

«I giochi sono fatti», ha sottolineato l’esponente di FdI, smascherando anche tutta l’ipocrisia di quanti, dal Pd a Italia Viva, parlano della necessità di proseguire come atto di responsabilità verso il Paese. «Davvero pensiamo che per Italia Viva sia questo il tema? Davvero pensiamo che il Pd non stia guardando con disperazione a elezioni vicine che lo vedrebbe finalmente all’opposizione? C’è qualche italiano che lo crede?», ha incalzato La Russa, citando poi Gaber in risposta a un passaggio del discorso di Draghi: «Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono».

«Quale sistema vi piace, uno in cui non si vota mai?»

Poi il senatore di FdI ha rivolto lo sguardo all’estero, iniziando da lì a smontare le argomentazioni del partito del non voto. «Qualcuno è preoccupato che il prossimo governo possa non essere schierato con l’Occidente, con la Nato, con l’Ucraina?», ha chiesto La Russa. «FdI può garantire che starà in un governo schierato con l’Occidente, con la Nato e con l’Ucraina». E, ancora, «se anche fosse vero che interrompere la legislatura adesso può creare disagio su alcune questioni, tra sei o anche otto mesi non sarà forse ancora così? Quale sistema vi piace, uno in cui non si voti mai? Uno con un governo nominato dal presidente della Repubblica senza voto popolare? Con un divieto di elezioni?».

FdI «non ha interessi di parte: cresciamo ancora anche se Draghi resta»

Quanto al vuoto di potere, ugualmente agitato come uno spettro di fronte all’ipotesi del voto, La Russa ha ricordato che anche a Camere sciolte governo e Parlamento continuerebbero a esercitare le loro funzioni, con un’opposizione di FdI che continuerebbe a essere «patriottica come è stata in questi anni». Dunque, «in un sistema democratico non bisogna avere paura dei vuoti di potere, i vuoti di potere – ha ammonito La Russa – ci sono nei sistemi dittatoriali». «Noi non chiediamo di andare a votare per nostre esigenze: tutte le previsioni dicono che la tendenza alla crescita dei nostri consensi continuerà. Noi lo chiediamo perché siamo convinti che il bene per l’Italia sia avere governo figlio di una coalizione compatta con progetto preciso, che si è presentato al consesso elettorale. Un governo – ha concluso La Russa – figlio del voto popolare».

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