Il “Domani” di De Benedetti infierisce sulla Meloni. Parla di “Onda nera” in attesa dell’Apocalisse

25 Lug 2022 13:57 - di Adriana De Conto
Meloni il Domani

Il Domani, quotidiano di De Benedetti, raccoglie il testimone da “Repubblica” e confeziona un’edizione contro Giorgia Meloni. La prima pagina regala ai lettori una “suggestione” iconografica che grida vendetta. La foto a tutta pagina di Sergio Mattarella davanti a una finestra, su sfondo nero e tetro. Il titolo: “Da solo di fronte alle destre”. Sottotitolo: “L’Onda nera“. Sommario: “Per tutta la legislatura Mattarella ha provato ad arginare le spinte antisistema. Che ora sono invece più forti che mai”.  L’articolo che segue nelle prime due fitte paginone sono dedicate al “pericolo Meloni” e sono vergate da Marco Damilano. Imbarazzante.

Sul “Domani” una prima pagina contro la Meloni che grida vendetta

“La quieta forza di persuasione di Mattarella che ha governato la politica italiana per tutta la legislatura non ha retto di fronte all’ondata di irrazionalità che si è scatenata mercoledì scorso nell’aula del Senato, costringendo il presidente allo scioglimento anticipato delle Camere.”, recita un passaggio”. Segnaliamo che a corredo della prima pagina si aggiunge l’editoriale di Curzio Maltese che è uno schiaffo al leader di Forza Italia: “Se Berlusconi torna, siamo un Paese irrecuperabile”. Più di così…

Damilano: Mattarella solo ad arginare le destre

Damilano scrive un articolo molto allarmato e dai toni oracolari su come sono andate le cose con il governo Draghi. Parla della “solitudine” del Capo dello Stato che dovrà arginare il centrodestra, o per meglio dire l’Onda nera, come il Domani scrive.  “Nei sondaggi vince il centrodestra guidato da Giorgia Meloni”, scrive sconsolato in una passaggio. Ripercorre il “triste” destino del Capo dello Stato, costretto ora più che mai a fare ‘gli strordinari’ al Quirinale. “A Mattarella è toccato nei primi sette anni il compito di fare da punto di riferimento, di offrirsi nello smarrimento generale come un capo (…)per impedire che nel vuoto crescessero l’antipolitica, il populismo, il sovranismo”.

Damilano fa l’oracolo: “Viaggio ad occhi aperti , ma non è detto che basteranno”

Damilano descrive dunque un “martire” Mattarella, costretto a “fare da scudo all’antipolitica” che verrà, con il centrodestra al governo.   “Il fronte populista è più forte che mai” e il presidente è condannato a restare, scrive interpretando la vicenda Quirinale: “Ancora una volta nel palazzo del Quirinale la persona si identifica con l’istituzione, negli omaggi che spettano al monarca repubblicano e nella sua solitudine”. Una chiusa apocalittica:  “il navigatore della Repubblica si prepara a un viaggio carico di incognite. Ad occhi aperti, ma non è detto che basteranno”. Diamine, ma dice sul serio?”. Tutto talmente assurdo da non sembrare vero.

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