Delmastro: l’accordo Italia-Turchia? Vigileremo perché non si passi dalla padella alla brace

6 Lug 2022 11:32 - di Redazione
Delmastro

“Dai due ‘Giuseppi ai due ‘Marii’ la politica estera italiana continua ad essere ondivaga, cerchiobottista e priva di profondità. La fotografia di Draghi al fianco dell’amico e alleato Erdogan sembra contraddire il medesimo Draghi che definiva ‘dittatore’ il Sultano. Non conosciamo nel dettaglio il contenuto dei 9 accordi frettolosamente siglati dal Governo con la Turchia, ma vigileremo perché l’Italia non passi dalla padella alla brace nelle relazioni internazionali”. Lo afferma Andrea Delmastro, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Esteri della Camera.

“Erdogan, oggi pur utile nel contesto della crisi ucraina, rimane uomo che ha agitato lo scontro di civiltà -aggiunge- e che alimenta la retorica islamista e come tale non può assurgere a partner affidabile e strategico dell’Italia”.

L’incontro tra Draghi e Erdogan ha avuto l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi per arrivare a un interscambio economico di 25 miliardi di dollari. Così i due hanno pensato bene di rigettare in un interessato oblio i vecchi screzi all’ombra della guerra d’Ucraina e sotto la cappa d’un imminente crisi economica striata di recessione.

Il partenariato Italia-Turchia è finalizzato come recita la dichiarazione congiunta al termine dell’incontro a incrementare “le relazioni tra la Turchia e l’Unione europea sulla base della prospettiva di adesione della Turchia e del suo potenziale contributo alla stabilità e alla prosperità dell’intero continente europeo.  Le Parti hanno concordato di esplorare i possibili passi futuri per migliorare tutte le dimensioni delle relazioni tra la Turchia e l’Ue, al fine di migliorare la prospettiva europea della Turchia intensificando il dialogo a tutti i livelli e su un’ampia gamma di questioni, oltre ad avviare i negoziati per il suo aggiornamento”.

In cambio l’Italia potrebbe incassare un dividendo sul tema immigrazione. Stando all’accordo infatti, “le Parti hanno discusso i recenti flussi migratori, comprese le rotte migratorie del Mediterraneo orientale e centrale. Le Parti hanno inoltre sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale, compresa l’attuazione della Dichiarazione Turchia-Ue del 18 marzo 2016, nella lotta alla migrazione irregolare. Hanno ricordato che i rimpatri, i reinsediamenti e l’assistenza finanziaria sono strumenti fondamentali previsti dalla Dichiarazione per garantire una buona cooperazione e un’equa ripartizione degli oneri”.

 

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