Carfagna, fedelissima di Draghi, esclusa dal vertice con il Cav: ha già deciso. Anche Toti si sfila

19 Lug 2022 13:55 - di Elsa Corsini

Al vertice del centrodestra di governo a Villa Grande da Silvio Berlusconi i ministri non ci saranno. A sottolinearlo non senza polemica è Mara Carfagna che, insieme a Mariastella Gelmini, rappresenta l’ala più draghiana della compagnia azzurra. Fedelissime alla linea del senso di responsabilità a tutti i costi più che al verbo berlusconiano. Pronte a scattare sugli attenti quando il premier chiama.

Carfagna: non vado al vertice, aspetto le parole di Draghi

“In questa fase politica la reazione da parte del centrodestra è comprensibile, rispetto a posizioni incomprensibili”, dice la ministra sottolineando che il momento della verità sarà domani. “Ogni leader di partito avrà tutti gli elementi per prendere le sue decisioni. E prendersi le sue responsabilità. I ministri di Forza Italia non sono stati convocati dal presidente Berlusconi, ogni partito sceglie la sua formula. Non drammatizzerei questo aspetto”.

La ministra ha già scelto da che parte stare

Una posizione attendista, come se dal cilindro di SuperMario potesse uscire la bacchetta magica per archiviare la pagina buia della crisi. I capricci dei grillini, il tira e molla in Consiglio dei ministri, le bandierine dei partiti sempre più rissosi.   “Tutti sono tenuti al rispetto delle regole. Innanzitutto dobbiamo ascoltare le indicazioni del presidente Mario Draghi domani in Parlamento. Non credo che a Draghi servano consigli. Lui ha già dimostrato senso delle istituzioni, avrà gli elementi per prendere le sue decisioni”. E ancora a mo’ di sfida lancia chiari messaggi ai vertici del suo partito. “Domani gli italiani vedranno la posta in gioco. Chi vuole la crisi, chi non la vuole. Chi lavora per il proprio tornaconto personale, chi manderà a casa uno dei premier più rispettati in Europa. È un’immagine che fa male“.

Anche Toti si sfila dal conclave berlusconiano

Berlusconi è avvisato. La ministra pasionaria del Sud spiega che i cittadini non capirebbero una uscita di scena forzata di Draghi. E giù con il lungo elenco di luccicanti virtù che il premier dei miracoli può vantare. Anche Giovanni Toti si sfila dal conclave berlusconiano. “Leggo della mia presenza al vertice convocato oggi a pranzo da Berlusconi con parte del centrodestra. Notizia destituita di fondamento“. Il governatore della Liguria prende carta e penna per sottolineare l’esclusione. Forse dovuta alla sua firma in calce all’appello dei sindaci per Draghi. Non andrà. “Primo: perché non è mia abitudine presentarmi ai pranzi dove non sono stato invitato. Secondo, perché in questi giorni di crisi abbiamo assistito a una girandola di posizioni del cosiddetto centrodestra. Di cui non condivido il merito e su cui nessuno ha chiesto il nostro parere. Terzo, perché non c’è bisogno di vertici per conoscere la chiarissima posizione di Italia al Centro. Favorevole alla stabilità del Paese, senza se e senza ma, senza distinguo e senza condizioni”.

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