Bimba morta, il gip: “La madre ha anteposto la relazione con il compagno alle sofferenze della figlia”

23 Lug 2022 16:24 - di Paolo Lami

Era concentrata sul rapporto con il suo compagno e contava “sulla possibilità di avere un futuro con” lui Alessia Pifferi, la 37enne in carcere con l’accusa di aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di 16 mesi abbandonata per sette giorni nel loro appartamento di Milano dove la bimba è stata trovata oramai senza più vita.

Al gip che ha firmato l’ordinanza con cui l’ha ristretta in carcere, Alessia Pifferi ha spiegato  così il motivo per il quale ha lasciato la piccola Diana sola per sette giorni con accanto un biberon e una boccetta di Xanax: “era proprio quello che in quei giorni stavo cercando di capire: è per questo che ho ritenuto cruciale non interrompere quei giorni in cui ero con lui anche quando ho avuto paura che la bambina potesse stare molto male o morire”. Parole terribili, davvero difficili da comprendere.

Nell’ordinanza il gip ha escluso per Alessia Pifferi l’aggravante della premeditazione, l’omicidio volontario e la forma omissiva lasciando, però i futili motivi, aggiungendo inoltre che “il quadro potrebbe cambiare se dall’indagine autoptica, al momento ancora in corso, risultasse che” la donna “aveva somministrato alla bambina il farmaco alle benzodiazepine (Xanax, ndr) rinvenuto presso l’abitazione e che invece l’indagata, sino ad ora, ha sempre negato di aver mai dato a sua figlia”.

Secondo il Gio, Alessia Pifferi, ha ritenuto “altamente probabile, se non certo, l’evento morte della bambina” e, “pur non perseguendolo come suo scopo finale alternativamente” lo ha voluto.

Il gip sottolinea inoltre come la madre della piccola Diana  si sia prefigurata “esattamente la più che concreta eventualità” che la figlia fosse morta o che stesse morendo “e la soppesa però in un processo mentale che ha restituito in modo molto trasparente con le sue dichiarazioni, con la paura di introdurre un nuovo e significativamente più grave elemento di tensione con il compagno, magari tale da compromettere per sempre quel precario equilibrio che entrambi stavano ricercando, e anche con la paura e l’orgoglio di non chiedere aiuto alla sorella Viviana”, la quale sarebbe potuta andare nel suo appartamento a soccorrere la nipote in qualsiasi momento.

Secondo il gip, Alessia Pifferi “ha anteposto la possibilità di mantenere una relazione con il compagno anche a costo dell’inflizione di enormi sofferenze, giunte sino” a causare la morte della figlia.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *