Archeologia, gli scavi restituiscono il segreto di Selinunte: rinvenuta l’agorà più grande del mondo

23 Lug 2022 17:43 - di Redazione
Selinunte

Gli scavi archeologici di Selinunte in Sicilia hanno restituito una straodinaria scoperta: un’agorà di quasi 33 mila metri quadrati, la più grande del mondo antico. Una piazza immensa a forma di trapezio con, al centro, la tomba di Pammilo, il leggendario fondatore della città. E poi ancora, sull’acropoli, altri resti di quello che sembra essere stato il luogo sacro dei primissimi coloni greci della zona: arrivati al seguito del fondatore Pammilo da Megara Hyblea. Ma il sottosuolo ha restituito anche amuleti e oggetti di grande raffinatezza uguali ad altri ritrovati in Grecia, a Delfi. Che si aggiungono al mistero di uno stampo in pietra usato forse per fondere uno scettro in bronzo.

Le scoperte nella nuova campagna di scavi a Selinunte

Sono le scoperte – che secondo quanto riporta l’Ansa – arrivano dall’ultima campagna di scavi guidata da Clemente Marconi nel parco archeologico siciliano: un’impresa che ha visto lavorare insieme per la prima volta due missioni internazionali, quella dell’Institute of Fine Arts della New York University e dell’Università degli Studi di Milano con la squadra dell’Istituto Archeologico Germanico.

A Selinunte l’agorà più grande del mondo

Gli archeologi non hanno dubbi: si tratta di un’immensa area sacra ampia 33 mila metri quadrati costruita al centro della città antica. Ma, quello che appare misterioso, è il suo fine legato alla forma particolare. Una piazza immensa a forma di trapezio con, al centro, la tomba di Pammilo. A cosa servisse  questo luogo che custodiva nel suo cuore l’antica tomba dell’ecista di Selinunte non è dato sapere. Solo ipotesi su cui si confronteranno gli studiosi. “Un mistero che si dovrà scoprire – commenta Felice Crescente, direttore del parco archeologico di Selinunte a Repubblica-. E che mostra come ancora questo sito abbia tanto da raccontare. Oggi apriamo al pubblico un nuovo percorso che conduce all’agorà, appunto, e al panorama che essa regala grazie a un lungo lavoro di scavi, studi e diserbo di questa zona”. Appuntamento imperdibile.

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