Archeologi alla scoperta della «Pietra di Artù»: il dolmen che “custodisce” le impronte del Re

16 Lug 2022 18:47 - di Redazione
pietra di artù

Leggenda vuole che lì Re Artù abbia ucciso un gigante, lasciando poi impresso nella roccia il segno dei propri gomiti, come fossero orme nel terreno. Lo scrittore C.S. Lewis, autore delle Cronache di Narnia, poi, ne avrebbe tratto ispirazione per uno dei suoi racconti. Ciò che è certo è che il dolmen noto come “Pietra di Artù”, che sorge nel cuore dell’Herefordshire, nel Regno Unito, ha una storia lunga 5mila anni e carica di suggestioni, che però non è mai stata investigata fino in fondo. Almeno, non finora. Questa tomba megalitica così famosa, infatti, è ora al centro di uno scavo senza precedenti, condotto dagli archeologi dell’Università di Manchester.

Lo scavo senza precedenti alla “Pietra di Artù”

Gli studiosi, in collaborazione con l’English Heritage, hanno iniziato a scavare e sperano di rispondere ad alcuni dei misteri che circondano il dolmen, che nel corso della sua esistenza millenaria ha finito per ritrovarsi legato alle gesta letterarie di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Pur essendo molto conosciuto, finora il sito non era mai stato scavato. La tomba ha ancora una lastra di 25 tonnellate che poggia su nove pietre verticali.

La struttura crollata e ricostruita più di 1000 anni prima di Stonehenge

Gli archeologi avevano sempre pensato che la struttura facesse parte di un tumulo di pietra che formava un angolo, simile a quelli delle Cotswolds o del Galles meridionale. Tuttavia, le prime osservazioni da parte dei ricercatori dell’Università di Manchester mostrano che il monumento si estendeva su un campo e aveva probabilmente la forma di un cumulo di torba – materiale organico fossile formato da detriti vegetali – con estremità arrotondate. I ricercatori ipotizzano anche che il tumulo che copriva le pietre sia crollato una volta prima di essere ricostruito. Queste attività si sarebbero svolte intorno al 3.700 a.C., più di un millennio prima del sito di Stonehenge.

La leggenda che lega il dolmen a Re Artù

Resta un mistero cosa abbiano ospitato le parti sotterranee per migliaia di anni. «È un tipo di monumento completamente diverso da quello che avevamo immaginato», ha dichiarato al Times Julian Thomas, archeologo dell’Università di Manchester. Potrebbero esserci resti umani, frammenti di selce, punte di freccia o ceramica. L’Inghilterra occidentale e il Galles sono rinomati per i loro siti neolitici. Esistono diverse leggende su questo dolmen. Uno di loro associa Re Artù al monumento. Si dice che abbia ucciso un gigante in questo luogo e che, cadendo, abbia lasciato la traccia dei suoi gomiti, che ancora oggi, secondo la leggenda, sarebbero visibile su una delle pietre di questa struttura funeraria.

Il sito fu d’ispirazione anche per C.S. Lewis

In tempi più recenti lo scrittore inglese C.S. Lewis si è ispirato a questo dolmen per creare il suo mondo immaginario delle Cronache di Narnia: la Pietra di Artù è stata infatti l’ispirazione per il tavolo di pietra su cui viene sacrificato il leone Aslan nel racconto “Il leone, la strega e l’armadio”.

(Foto UKgeofan in English Wikipedia)

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