Vince la classe dirigente di Fratelli d’Italia: dal movimento giovanile alla carica di sindaco

martedì 14 Giugno 15:13 - di Fabio Roscani

Fratelli d’Italia, con il centrodestra unito, ha eletto al primo turno, nei capoluoghi di provincia, ben tre sindaci. Pierluigi Biondi, Daniele Sinibaldi e Alessandro Tomasi hanno infatti sbaragliato i loro avversari ottenendo il 12 giugno oltre il 50% delle preferenze.

Una grande vittoria che riconosce lo straordinario lavoro fatto da Biondi e Tomasi, eletti sindaco per la seconda volta consecutiva, rispettivamente a L’Aquila e Pistoia, e riconosce il grande valore di Daniele Sinibaldi, già vicesindaco, promosso ora a primo cittadino. Non può essere un caso, infatti, se la vittoria questa volta è arrivata direttamente al primo turno e ha aumentato sensibilmente il distacco tra le liste candidate.

Il movimento giovanile al centro della loro storia politica

Tre storie politiche certamente diverse le loro ma che hanno un fondamentale punto comune: provengono tutti dal movimento giovanile della destra italiana e dalla rappresentanza universitaria. In passato, infatti, il sindaco de L’Aquila è stato tra gli eletti al Cnsu, il consiglio nazionale degli studenti, nella lista di Azione Universitaria, sigla storica della destra nelle università. Biondi in gioventù sedeva in pratica nel parlamento degli studenti universitari. Alessandro Tomasi invece, è stato prima militante e poi coordinatore regionale toscano di Azione Giovani, movimento giovanile di cui è stata presidente nazionale Giorgia Meloni. E, infine, Daniele Sinibaldi, unico under 40 candidato sindaco in un comune capoluogo, eletto a Rieti, anche lui proveniente dalla militanza giovanile e studentesca.

Quando si comincia a fare politica da giovanissimi lo si fa perché si possiede una sensibilità forse differente dai propri coetanei. Perché quel ragazzo o quella ragazza hanno la necessità di sovvertire un mondo che non gli appartiene. Perché vede nella politica lo strumento per cambiare ciò che lo circonda e non per inseguire interessi personali o uno stipendio. Impegnandosi allo stesso modo sia nella battaglia locale che in quella ideale. Fratelli d’Italia ha dimostrato e continua tutt’ora a dimostrare, e l’elezione al primo turno dei tre ne è la prova certificata, di saper valorizzare e di saper costruire un percorso attorno ai suoi militanti.

La migliore classe dirigente indossa la maglia di Fratelli d’Italia

Alla faccia della mancata classe dirigente di Fratelli d’Italia! Sindaci e amministratori giovani, competenti, che nonostante la giovane età, hanno già dimostrato di avere consenso e di aver amministrato bene. È finito il tempo del grillismo, dell’uno vale uno, degli improvvisati senza competenze calati dai click della piattaforma online Rousseau. Quando qualcuno vale davvero vedrà raccogliere i frutti coltivati in anni e anni di lotte e di servizio alla città. Senza il radicamento sul territorio i partiti spariscono e i risultati di diversi partiti a queste amministrative ne sono la dimostrazione.

Il compito di Gioventù Nazionale

Gli italiani sono stufi degli impreparati. I militanti di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, lo sanno e ci mettono la faccia, conquistando i loro consigli comunali, facendosi eleggere ovunque. Continuano a prendere esempio da ottimi dirigenti come Biondi, Sinibaldi e Tomasi. Non è infatti un caso che, per citarne alcuni di cui abbiamo già notizia, a Pistoia, Gabriele Sgueglia, 26 anni attuale presidente di Gioventù Nazionale Toscana, sia il più votato in consiglio comunale, che all’Aquila, Leonardo Scimia, 28 anni, anche lui ex Cnsu come il suo sindaco, si sia ora riconfermato in consiglio comunale e che a Rieti, siano tanti i ragazzi che daranno supporto al giovane sindaco. Una storia infinita che continua.

Fare grande l’Italia, la meta da raggiungere. La concretezza, la meritocrazia e l’impegno, invece la rotta da seguire.

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