“Un talebano verde senza statura e visione politica”. Albertini affonda Sala “federatore” del centro

19 Giu 2022 19:24 - di Federica Argento
Sala Centro

Un partito di centro guidato da Giuseppe Sala nelle vesti di federatore fa sorridere l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini. “Buona fortuna, ma sono pessimista”. Così “battezza” con l’Adnkronos l’ipotesi del momento. Ossia la costruzione di una sorta di coalizione che si chiama L’Italia c’è ispirata secondo i rumors dal il sindaco di Milano; finanziata da Gianfranco Librandi; guardata con favore da  Luigi Di Maio (un retroscena di Repubblica ha dato conto di  un recente incontro tra i due a New York, nella sede dell’Onu);  dal  ministro Cingolani, da Andrea Marcucci del Pd; da renziani come Gennaro Migliore ed ex-grillini come Marco Pizzarotti.  “Un progetto ambizioso”, ma manca di un elemento fondamentale, spiega Albertini. “Sulla fattibilità ho molte riserve, perché per federare occorre una leadership molto superiore a quella del sindaco di Milano in carica e di Beppe Sala”.  “L’unico che potrebbe ottenere eventualmente questo ruolo, sarebbe Mario Draghi, che però ha già escluso di volerlo fare”.

Centro, Albertini: “Sala? Non è all’altezza di federatore”

Sala, invece, secondo Albertini “si aggiunge a delle persone – Toti, Renzi e Calenda, per non parlare poi degli epigoni sottostanti – in lotta tra loro per la leadership del cosiddetto centro. E non sarebbe sovrastante”. Insomma, Sala non ha “il fisico” da federatore secondo l’ex sindaco di Milano. Essendo “un pari grado come esperienza e come capacità di ruolo. Anzi, Calenda ha fatto il ministro, Renzi ha fatto il presidente del Consiglio e Toti è presidente di Regione. Il federatore invece dev’essere un gradino sopra gli altri”. Una critica ma anche un dato reale. Sala non va bene. Non ci vuole un “primus inter pares”. Anche perché il sindaco di Milano non è neanche un “pares” degli altri potenziali centristi, che sono ben più collaudati di lui alla luce dei fatti e dei ruoi occupati in carriera. Per federare il centro per l’ex sindaco di Milano è necessaria poi “una riforma della legge elettorale, con un sistema proporzionale, magari con sbarramento alto al 5% e premio di maggioranza. Perché se è ancora maggioritario il centro viene stritolato”.

Centro, Albertini smonta Sala; “Deludente, privo di qualità politica”

Poi l’affondo finale. Osserva Albertini che l’attuale sindaco di Milano “finora non ha dimostrato” di avere “la visione e la qualità politica, morale e intellettuale per il ruolo che qualcuno suggerisce che possa avere”. Un giudizio che muove soprattutto da ciò che è avvenuto nell’ultima campagna elettorale: “Quando ho declinato l’invito a candidarmi, ho suggerito al prossimo sindaco di investire sull’opposizione. La sua risposta è stata deludente:  mi ha preso in giro e in quel frangente ha dato un po’ il segno di non avere forse questo orizzonte politico. Adesso magari ha cambiato idea e allora può pensare di non essere un verde talebano come mi è sembrato all’inizio del suo mandato”, osserva l’ex primo cittadino.

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