Siccità, la ricetta dell’ambientalista Fulco Pratesi: «Niente doccia e cambio di mutande ogni tre giorni”

giovedì 23 Giugno 9:07 - di Mia Fenice
Fulco Pratesi

È allarme siccità. Il razionamento dell’acqua in molte città è concreto. I fiumi sono in secca. La gravissima siccità che ha colpito il Po e gran parte dei fiumi italiani è la peggiore degli ultimi 70 anni. I danni all’agricoltura sono ingenti. E da Fulco Pratesi, 87 anni, ambientalista rigoroso, presidente onorario del Wwf,  arrivano alcuni consigli.

I consigli di Fulco Pratesi per non sprecare l’acqua

Pratesi da anni vive all’insegna del risparmio dell’acqua. Al Corriere della Sera racconta gli stratagemmi messi in atto per non sprecare nemmeno un goccia. Così per esempio, dice di non fare una doccia da decenni e cambia le mutande solo ogni due o tre giorni. Racconta che l’ultima volta che ha fatto una doccia risale a «quando ero giovane e giocavo ancora a rugby». Si lava tutti i giorni ma con un metodo salva acqua: «La faccia e le ascelle e i punti critici mattina e sera, con una spugna e i barattoli, in modo da non sprecare l’acqua quando scende dal rubinetto. Mani e piedi, rapidissimamente».

Pratesi: «Di doccia ne abbiamo solo una…»

Al giornalista del Corriere della sera che gli chiede se sua moglie abbia abitudini diverse, risponde invocando il diritto alla privacy: «Di doccia ne abbiamo una piccola, che usa lei. Sono affari suoi, non voglio rivelare i suoi segreti. Ma vale la regola che l’acqua non si spreca, bisogna consumarne poca». Anche sullo scarico dello sciacquone ha un suo criterio. «Solo per una pipì non si usa, nemmeno con il bottone più piccolo. Dopo due o tre volte va bene. Ma anche quando premo il bottone piccolo penso a quanto servirebbe quell’acqua ai bambini del Burkina Faso o alle donne del Centr’Africa che la vanno a prendere nei pozzi e la riportano indietro sulla testa».

Pratesi: «Le mutande me le cambio ogni due-tre giorni»

E se questo non bastasse, sulla biancheria Fulco Pratesi ha la sua linea: «Le mutande me le cambio in maniera molto ecologica, ogni due-tre giorni, ma a volte di più. Comunque controllo: si capisce quando è arrivato il momento. E poi d’estate dormo senza pigiama, così non devo lavarlo». Usa solo t-Shirt perché «con l’artrite reumatoide non sono capace di chiudere i bottoncini. Mi cambio solo quando serve… E poi lavare i panni non significa solo usare l’acqua, ma anche la corrente per stirarli. La lavatrice da noi si fa solo quando è piena».

«La mia sociale non ne ha mai risentito»

Ma sua moglie non protesta? «No. Ha presente quelli che dicono: “Ah, se non faccio la doccia tutti i giorni mi sento sporco”? Ecco, io no. E la mia vita sociale non ne ha mai risentito. Piuttosto, avendo viaggiato tanto in nave e in barca, so quanto sia preziosa l’acqua e come sia possibile non sprecarla».

«Bevevo anche l’acqua del Tevere»

Anche sull’acqua da bere ha una sua visione: «Io bevevo anche quella del Tevere, quando uscivo in canoa con gli amici! E non mi è mai successo nulla, anzi, mi ha creato gli anticorpi, come diceva il mio professore. Mia moglie mi sfotte ancora perché in Madagascar i frutti che compravamo al mercato li lavavo nel ruscello che correva lungo la strada. A Roma abbiamo l’acqua di sorgente, non c’è motivo di acquistare le bottiglie al supermercato, che inquinano e basta. Anche al ristorante chiedo sempre l’acqua del rubinetto».pre l’aqua del rubinetto».

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