Scuola, l’Anief: “Non più di 15 in classe, Se non si riduce il numero degli alunni, tutto è inutile”

26 Giu 2022 10:26 - di Italpress
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“Se si vuole aumentare la qualità della didattica non si possono lasciare in vita classi con oltre 20-25 alunni. Noi sosteniamo da anni che il modello da seguire è quello delle classi composte da non oltre 15 iscritti, con un numero di ore di scuola allungato e il ritorno alle compresenze già dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia, che andrebbe svolto assieme ai maestri della primaria per un avvicinamento graduale, metà ludico e metà formativo, alla scuola vera”. Lo dice Marcello Pacifico, presidente Anief, replicando così alle parole del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che – secondo il sindacato – “continua a parlare di riduzione delle classi e non del numero di alunni che vi stanno dentro”.
“Invece – continua Pacifico – ci ritroviamo con classi strapiene di alunni, non di rado anche con più di un alunno disabile al quale vengono sottratte indebitamente pure le ore di sostegno previste dal Pei. La denatalità potrebbe diventare un’opportunità importante per cambiare in meglio la fisionomia della scuola: servono però obiettivi chiari da prefissare, quelli che ad oggi non mi sembra che abbiano fatto propri dalle parti di Viale Trastevere. L’amara verità è che gli investimenti dei prossimi anni per il comparto Istruzione sono in riduzione: lo dice l’ultimo Documento di Economia e Finanza, sul quale si sono detti contrari pure i parlamenti delle Commissioni Cultura di Camera e Senato”.. “Per noi risulta fondamentale, quindi, avere classi da non più di 15 alunni e tornare agli organici precedenti al DPR 81/2009. Solo in queste condizioni si potrebbe davvero combattere la dispersione e rispettare i parametri che garantiscono la sicurezza negli ambienti chiusi. Pensare, con il Covid che ancora ci circonda, di mantenere classi da 25-30 alunni in aule di 35 metri quadrati rappresenta invece un’operazione di conservatorismo puro all’insegna del cambiare tutto per non cambiare nulla”.
(ITALPRESS).

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