Salvini accerchiato incassa la solidarietà di Santoro. Giorgetti attende il voto del 12 giugno

1 Giu 2022 9:41 - di Adele Sirocchi
Giorgetti

Matteo Salvini, accerchiato e criticato da tutti o quasi, incassa però la solidarietà di Michele Santoro. “Non è mai stato così bombardato, sono solidale”, dice il giornalista che non ha mai fatto mistero della sua posizione pacifista e anti-Nato.

Ora ci si concentra sulle beghe interne alla Lega e riemerge la figura di Giorgetti che per i media è destinato ad essere l’anti-salvini. E ciò dopo la bagarre sul viaggio a Mosca ormai saltato. Dopo le parole di Draghi che ha ribadito la posizione saldamente atlantista del governo. Dopo che il Copasir ha aperto un dossier sul consigliere di Salvini Antonio Capuano.

Riflettori puntati su Giorgetti

Riflettori puntati dunque sul ministro Giancarlo Giorgetti, tra i primi a sconfessare il Capitano e la sua missione a Mosca: «Bisogna muoversi di concerto col governo». E che ora tira le somme: «La situazione del mio partito è quella che decideranno gli elettori. Abbiamo le nostre idee, facciamo le cose assumendocene le responsabilità e poi in democrazia sono gli elettori che decidono se siamo bravi o no. Ovviamente noi pensiamo di essere i più bravi del mondo, ma sono appunto gli elettori che decidono». E saranno dunque sempre gli elettori a decidere il destino di Matteo Salvini.

La frase sibillina sul responso degli elettori

Quindi – commenta Il Messaggero – “se le Comunali del 12 giugno, praticamente adesso, dovessero andare male verrà meno un cardine del leghismo di questi anni: quello dell’intoccabilità di Salvini. finora l’effetto della crescita dal 4 per cento al 30 delle Europee, che ha funzionato come clausola di salvaguardia del segretario, ha blindato Matteo, ma adesso sembra non bastare più questo scudo. Anche perché, si fa notare anche tra i fedelissimi del leader, l’isolamento – vuoi per la cattiveria degli avversari e vuoi per gli errori del capo – si sta facendo totale. E non c’è leadership che possa reggere senza avere interlocutori politici”.

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