Reggio Calabria, in una casa di riposo anziani maltrattati. Avevano la scabbia. Uno è morto

27 Giu 2022 10:37 - di Redazione
Reggio Calabria

Reggio Calabria, i carabinieri hanno eseguito una ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di due donne, titolari di una casa di riposo abusiva, e di tre loro dipendenti, gravemente indiziati, secondo l’ipotesi investigativa, dei reati di maltrattamenti verso conviventi e abbandono di persone incapaci. Il tutto aggravato dal fatto che uno degli ospiti della casa di riposo sarebbe morto a seguito del trattamento riservatogli.  Altri sette soggetti sono stati deferiti in stato di libertà per diversi illeciti penali.

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia di una donna dopo la morte del marito

Le indagini, con pedinamenti, intercettazioni telefoniche, acquisizioni e analisi di cartelle cliniche e ispezioni igienico sanitarie, hanno preso il via dalla querela di una donna il cui marito, affetto da malattia neurodegenerativa, era deceduto dopo un periodo di degenza presso la casa di riposo oggetto di indagine. L’ipotesi è che l’uomo sarebbe stato vittima di maltrattamenti e abbandono che avrebbero causato un peggioramento irreversibile della sua condizione clinica fino a giungere al decesso.

Maltrattati 15 ospiti della casa di riposo abusiva

Gli accertamenti investigativi hanno permesso di ricostruire, allo stato degli atti, che le titolari della struttura sottoposte agli arresti domiciliari, insieme ai dipendenti (3 sottoposti a misura cautelare e altri 6 deferiti in stato di libertà), avrebbero maltrattato 15 ospiti della casa di riposo, tutti affetti da gravi patologie e non autosufficienti, con plurimi atti vessatori che sarebbero consistiti nel somministrare scarse quantità di cibo, anche scaduto e mal conservato, tali da cagionare deperimento e malnutrizione. E ancora nel tenere gli ospiti senza riscaldamento e acqua calda in ambienti privi di abbattimento delle barriere architettoniche; nel somministrare arbitrariamente medicinali, senza consulto medico, e psicofarmaci, tra cui l’Entumin, per rendere ‘gestibili’ e sedare gli ospiti, tanto che agli indagati viene contestato anche l’esercizio abusivo della professione sanitaria. Nella casa di riposo il personale ometteva le normali pratiche di igiene personale e degli ambienti, in quanto gli anziani sarebbero stati abbandonati e chiusi nelle stanze per cui, in alcuni casi, sono stati costretti ad espletare i propri bisogni su se stessi e sul letto dove dormivano, provocando l’aggravamento delle patologie già in essere e cagionando in alcuni casi anche la scabbia.

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