Reddito grillino a banda di trafficanti e sfruttatori della prostituzione. FdI insorge, schiaffo agli italiani

20 Giu 2022 16:38 - di Gabriele Alberti
Reddito di cittadinanza

Un altro scempio  ci regala  la misura grillina  del Reddito di cittadinanza applicato alla carlona, come ormai da anni si verifica. La Guardia di Finanza ha accertato una frode complessiva di 406.553,82 euro che a Pistoia  ha coinvolto 50 persone che hanno  indebitamente percepito il sussidio statale. Chi sono queste persone? Secondo un copione tristemente noto alle cronache tra di esse c’è un  “un gruppo criminale” di trafficanti di droga, un arrestato per sfruttamento della prostituzione minorile, nonché alla tratta e commercio di schiavi. Dedicato a chi questa misura ha voluto con le unghie e coi denti e al governo che ha rinnovato e incrementato il rdc. Non sembra che i correttivi e i paletti posti in essere abbiano diminuito i casi di frode allo Stato. La proposta di FdI di abolirlo in questi mesi è caduta nel vuoto.

Reddito grillino ad arrestati per traffico di droga

Al termine delle indagini è stato accertato un importo complessivo frodato pari a 406.553,82 euro: che è una  “cifra ravvisabile come considerevole in rapporto alla tipologia di territorio preso in considerazione e al numero di abitanti della provincia”, spiega la Guardia di Finanza in una nota. L’indagine si era incentrata sulla verifica delle autodichiarazioni dei richiedenti. Ebbene, è uscito fuori che i soggetti segnalati hanno omesso di dichiarare la circostanza di essere destinatari di misure cautelari: ovvero la presenza nel proprio nucleo familiare di un componente sottoposto a misura cautelare. Un’omissione riscontrata sia nella fase di richiesta del sussidio, sia durante il periodo in cui percepivano i soldi dello Stato. Uno scempio che si aggiunge alla cospicua e triste letteratura di casi.

Reddito di cittadinanza assegnato due volte ai medesimi soggetti criminali

L’attività di verifica ha  passato al setaccio oltre 3300 posizioni: ne è emerso che la sovrapposizione temporale tra misura cautelare e percezione del reddito di cittadinanza è stata aggirata. Tra le posizioni esaminate grida vendetta quella di un nucleo familiare che, sfruttando alcune criticità nelle procedure anagrafiche dei comuni di nascita e residenza, è riuscito ad ottenere due volte il reddito di cittadinanza per i medesimi soggetti; quella di un soggetto che inducendo in errore il giudice attraverso una falsa dichiarazione continuava a percepire il beneficio anche mentre era sottoposto a misure cautelari; quella di un gruppo criminale di persone, accomunate dal fatto di essere destinatarie della medesima ordinanza di custodia cautelare in materia di traffico di stupefacenti, sono risultate in gran parte percepire illegittimamente il reddito di cittadinanza; quella di due nuclei familiari, per un totale di 7 persone, che hanno percepito, nell’arco di tempo preso in considerazione, quasi 30.000 euro cadauno; quella di una persona sottoposta a misure cautelari per i gravissimi reati connessi allo sfruttamento della prostituzione minorile nonché alla tratta e commercio di schiavi. Può bastare?

Rdc: La Pietra (FdI): La sinistra toscana mette la testa sotto la sabbia

Il senatore di Fratelli d’Italia eletto in Toscana, Patrizio La Pietra, è sconcertato: “L’allarme lo avevamo lanciato da tempo. Ed avevamo presentato numerosi emendamenti nelle sedi parlamentari per apportare correzioni alla stortura dell’atto che di fatto non impediva alla malavita di percepire il reddito di cittadinanza”. Allarme inascoltato e questi sono i risultati . tutto ciò è ripugnante. “Questa, purtroppo – osserva La Pietra – è un’altra prova del fallimento dei criteri di assegnazione del reddito di cittadinanza. Il problema non è presente solo al sud come tanti vogliono fare credere. Questo episodio appena reso noto a Pistoia conferma i nostri sospetti e le nostre denunce. La Toscana non è esente dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. E la situazione non si risolve mettendo la testa sotto la sabbia, come fa la sinistra toscana. Occorre smettere di far credere – conclude La Pietra – che la nostra regione sia il paradiso socialista, ma prendere atto della realtà e agire di conseguenza”.

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