Influencer, reporter e dentisti nella “black list” dei putiniani d’Italia monitorati dai Servizi

5 Giu 2022 16:49 - di Lucio Meo

Influencer, giornalisti, economisti, ma anche qualche smanettone di Internet nella “black list” messa giù dal Copasir, l’organismo parlamentare di vigilanza sui Servizi Segreti presieduto da Adolfo Urso, per monitorare l’attività di propaganda russa in Italia, realizzata anche attraverso dei “testimonial” putiniani più o meno consapevoli.

Nell’articolo di questa mattina sul Corriere della Sera si dà conto dell’indagine avviata dal Copasir per individuare i canali usati per la propaganda, “che ricostruisce i contatti tra gruppi e singoli personaggi e soprattutto la scelta dei momenti in cui la rete, usando più piattaforme sociali insieme – da quelle più conosciute come Telegram, Twitter, Facebook, Tik Tok, Vk, Instagram, a quelle di nicchia come Gab, Parler, Bitchute, ExitNews – fa partire la controinformazione“, scrive il quotidiano di via Solferino.

Chi sono i putiniani italiani individuati dal Copasir

Qualche nome: Maria Dubovikova, giornalista russa che vive a Mosca e ha oltre 40mila followers su Twitter con l’account @politblogme, molto seguita nei gruppi di estrema destra e No Vax, ma anche il fotografo Giorgio Bianchi, che gestirebbe (ma lui nega) il canale Telegram Giubbe Rosse (@rossobruni), con almeno 100 mila appartenenti e che ha preso di mira più volte il presidente del Copasir, Adolfo Urso.

C’è anche Alberto Fazolo, economista e pubblicista, nei fari del Copasir, lui che in tv e su Facebook “ha sostenuto che i giornalisti uccisi in Ucraina negli ultimi 8 anni sono 80 e questo numero elevato è correlato alla presenza di formazioni paramilitari di matrice neonazista”. Manlio Dinucci ha 84 anni, è un geografo e scrittore promotore del comitato «No Guerra No Nato». “Un suo articolo che sostiene come l’attacco anglo-americano a Russia e Ucraina era stato pianificato nel 2019 è diventato una sorta di manifesto di mezzi di informazione statali russi e utenze che sostengono l’invasione dell’Ucraina”, scrive il Corriere, che cita anche Alessandro Orsini – il docente licenziato dall’Università Luiss dopo il clamore suscitato dalle sue apparizioni televisive – e Maurizio Vezzosi: 32 anni, reporter freelance che racconta il conflitto dall’Ucraina e invita lettori e telespettatori «a informarsi non rimanendo alle notizie in superficie perché molti ucraini pensano che Zelensky sia responsabile della situazione, molti lo ritengono un “traditore”».

I grillini e il partito di Petrocelli

Poi c’è il partito del grillino ex presidente della Commissione Esteri del Senato, costretto a dimettersi per le sue posizioni putiniane, Vito Petrocelli. “In prima linea ci sono canali Telegram no vax e pro Russia come @robertonuzzocanale, @G4m3OV3R e @lantidiplomatico, un sito che raccoglie documentazione per sostenere la scelta di Petrocelli di restare inchiodato alla poltrona, contro le indicazioni del partito. Su Antidiplomatico , che negli anni in cui Grillo guardava con simpatia a Putin era vicino alle posizioni di Manlio Di Stefano e Alessandro Di Battista, è attiva anche la freelance Laura Ru. Si chiama Laura Ruggeri vive a Honk Kong e scrive su Strategic Culture Foundation, quindi il giornalista e diffusore di disinformazione» Cesare Sacchetti, che sul suo canale Telegram conta oltre 60mila iscritti: «L’Ue è costretta a tornare sui propri passi e a pagare il gas in rubli», Claudio Giordanengo, che nel 2019 si candidò per la Lega al comune di Saluzzo,

Il fotografo Giorgio Bianchi: “Sono liste pericolose”

“Sono otto anni che mi occupo di Donbass e l’ho fatto sempre allo stesso modo e ora all’improvviso divento uno che fa attività di propaganda. Oggi fare il proprio lavoro con onesta’ intellettuale e dire delle cose che non sono allineate ti fa finire in questa sorta di ‘lista di proscrizione’. E che queste liste vengano fatte in Italia è una cosa molto pericolosa…”. Così Giorgio Bianchi, fotoreporter e documentarista, interpellato dall’Adnkronos, dopo che il suo nome è stato citato dal Corriere in un pezzo sui ‘putiniani d’Italia’. E Bianchi, autore del documentario ‘Divided’ precisa di avere un proprio canale telegram con 100mila iscritti ma “non dirigo Giubbe Rosse in nessun modo, che di iscritti ne ha 60mila”.

“Io faccio informazione non controinformazione. Io ho fatto fact-checking sul campo: sono stato in Ucraina l’ultima volta dal 9 marzo fino al 25 aprile, sono andato in giro per la città di Mariupol a intervistare la gente, se questa è propaganda filorussa…”, conclude.

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