Papa Francesco: «Vorrei andare in Ucraina, ma devo aspettare il momento più opportuno»

sabato 4 Giugno 19:01 - di Alessandra Danieli

“Vorrei andare in Ucraina ma devo aspettare il momento opportuno”. Così papa Francesco rispondendo alla domanda di un bimbo ucraino nel corso dell’incontro ‘Il Cortile dei bambini’. Che si è svolto a Roma nel Cortile di San Damaso. Il Papa ha aggiunto che vedrà prossimamente autorità ucraine per vedere se sarà possibile.

Il Papa: andrò in Ucraina quando è il momento opportuno

È Rai News  a rendere nota la risposta di Bergoglio sulla sua eventuale visita a Kiev, ipotesi che circola da molte settimane, fin dall’inizio dello scoppio della guerra. “Andrò in Ucraina ma nel momento giusto”, ha detto ancora una volta papa Francesco. Che lo scorso 3 maggio al Corriere della Sera aveva detto che il viaggio non è all’ordine del giorno.

“A Kiev per ora non vado. Se Putin aprisse la porta…”

“La settimana prossima – ha detto papa Bergoglio – riceverò rappresentanti del governo dell’Ucraina. Che verranno a parlare. Anche di una eventuale visita mia lì: vediamo cosa succede”. Parole rivolte a  Sachar, un bimbo rifugiato ucraino. “Vengo dall’Ucraina – ha detto il piccolo – non ho una domanda ma piuttosto una richiesta. Può venire in Ucraina per salvare tutti i bambini che adesso soffrono lì?”. La risposta del Pontefice, riportata da Vatican news, non si è fatta attendere. “Sono contento che tu sia qui. Io penso tanto ai bambini in Ucraina. E  per questo ho inviato alcuni cardinali che aiutino lì. E siano vicino a tutta la gente, ma soprattutto ai bambini. Io avrei voglia di andare in Ucraina. Soltanto, devo aspettare il momento per farlo, sai?, perché non è facile prendere una decisione che può fare più del male a tutto il mondo che del bene”.

“Faccio il papa nel modo più umile”

“Come mi sento io come Papa?”, dice ancora rispondendo a un altro bambino. “Come una persona. Come ognuno di voi nel proprio mestiere, nel proprio lavoro. Perché anche io sono una persona come voi. E se io ho questo mestiere devo guardare di farlo nel modo più umile. E più secondo la mia personalità, senza cercare di fare cose estranee a quello che io sono”. Ma è faticoso essere Papa?, la domanda di un’altra bambina. “Qualsiasi compito che svolgiamo ha una parte di fatica. Ma Dio dà le forze per portare le proprie fatiche. La cosa brutta è quando noi non vogliamo sentire vicino il Signore. E la nostra preferenza è sentire vicino questo, questo, questo ma allontanare il Signore. No. Il segreto è: sentire il Signore vicino. E questo ti accompagna tutta la vita”.

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