Mosca: infondato il default, pagato in valuta estera a maggio ma Euroclear ha trattenuto la somma

27 Giu 2022 13:57 - di Paolo Lami

Gli Usa e l’Occidente sostengono che la Russia è in default a causa delle sanzioni. Ma la replica di Mosca non si fa attendere: “le accuse sul default della Federazione Russa sono infondate, il pagamento in valuta estera è stato effettuato a maggio”, risponde il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

“Il fatto che la Russia sia stata costretta a fare default nei confronti sul debito estero per la prima volta dalla Rivoluzione d’Ottobre, unitamente al calo del Pil che quest’anno dovrebbe essere “a doppia cifra” e all’inflazione che supera il “20%” , dimostra – sostiene un alto funzionario Usa – l’impatto che le sanzioni adottate dai Paesi occidentali stanno avendo “nel tempo” sulla capacità di Mosca di condurre la guerra in Ucraina.

Ma Peskov ha poi spiegato qual’è il nodo della vicenda. E dove si trova il denaro pagato dalla Russia.

“Queste accuse di default in questo caso sono assolutamente infondate, perché a maggio il pagamento necessario è stato effettuato in valuta estera, e il fatto che Euroclear ha trattenuto questi soldi, non li ha portati al destinatario, questo non è più il nostro problema”, sottolinea ancora Peskov.

Per il portavoce del Cremlino quindi, riferisce l’agenzia di stampa Tass non c’è motivo di definire la situazione attuale un default.

Ma chi è Euroclear? Fondata nel 1968 come costola di J.P. Morgan, la banca d’affari americana, per regolare le transazioni sul mercato delle eurobbligazioni, allora in via di sviluppo, Euroclear è una società belga di servizi finanziari, specializzata nel regolamento delle transazioni in titoli, nonché nella custodia e nel servizio delle attività di questi titoli.

Nell’aprile 2012, Euroclear ha partecipato alla ristrutturazione del debito greco scambiando 41 miliardi di euro di obbligazioni greche, che rappresentavano circa un terzo del debito greco detenuto da stranieri.

Ancor prima, nel 2015, sotto la scure di Euroclear era finita l’Argentina su ordine di un giudice federale di New York che imponeva di interrompere l’elaborazione dei pagamenti dei titoli di debito dell’Argentina per costringere il Paese a pagare completamente i propri creditori al fine di riottenere l’accesso al suo programma di vendita di obbligazioni.

Stavolta tocca alla Russia. Le sanzioni occidentali peraltro hanno limitato la capacità di Mosca a pagare i creditori soprattutto perché la Russia è stata tagliata fuori dai sistemi di pagamento internazionale.

Il default tecnico è scattato alla scadenza del periodo di grazia di 30 giorni concesso alla Russia per il pagamento di circa 100 milioni di dollari di interessi su due obbligazioni che inizialmente era fissato per il 27 maggio.

Ma, appunto, Peskov contraddice questa ricostruzione sostenendo che quel debito è stato pagato a maggio in valuta estera. E che Euroclear ha trattenuto la somma.

Il ministro russo delle finanze, Anton Siluanov ha definito questa situazione come una ‘farsa‘ e che non dovrebbe avere impatto nel breve termine. La Russia dispone di molte risorse finanziarie.

La ‘Washington Post‘, ricorda che il Paese “ha guadagnato circa 100 miliardi di dollari dalle sole esportazioni di carburante nei primi 100 giorni della guerra. Ma le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dagli altri paesi occidentali gli hanno impedito di poter accedere alle sue riserve valutarie detenute all’estero”.

La banca centrale russa aveva oltre 640 miliardi di dollari in riserve valutarie all’estero, sottolinea il quotidiano statunitense.

La Russia, commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro, “entra di fatto in default, dopo il mancato pagamento entro il periodo di grazia (scaduto domenica) su due eurobond coupons relativi a circa 100 milioni di dollari di interessi. Mancato pagamento sul debito estero da parte russa che non si verificava dal 1918, ovvero quando i bolscevichi guidati da Lenin ripudiarono i debiti zaristi”.

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