Liste pro Putin, Gabrielli: “Nessuna Spectre ma riflettori sulle fake news. Basta sospetti infamanti”

venerdì 10 Giugno 17:08 - di Eugenio Battisti

“Non esiste nessun Grande Fratello o Spectre in Italia. Non si investiga sulle opinioni. I riflettori sono accesi sulla circolazione di fake news”. Ha esordito così Franco Gabrielli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervenendo a una conferenza stampa da remoto perché positivi al covid. Obiettivo: fare chiarezza sulla ‘lista pro Putin’ scodella dal Corriere della Sera,  che ha fatto molto discutere di recente. “Non ha nulla a che vedere con l’attività di intelligence. Anche perché si tratta di un’attività iniziata non in occasione della guerra in corso tra Ucraina e Russia, ma addirittura prima del periodo pandemico”.

Gabrielli: non esiste nessuna Spectre contro i filo Putin

Dietro la diffusione del bollettino sulla disinformazione c’è una ‘mano solerte’, ha detto ancora Gabrielli che giudica quanto accaduto un fatto “molto spiacevole. Che ha gettato discredito”. “Il documento non è arrivato ai giornalisti perché sceso dal cielo. È stato editato il 3 giugno. È una cosa gravissima non tanto per il livello delle informazioni che vengono rese. Ma per il fatto stesso che è un documento classificato. E che doveva rimanere nell’ambito della disponibilità degli operatori”. Poi ha garantito che “nulla resterà impunito”. Il report, di cui si parla molto, è lo stesso inviato al Copasir, Editato il 3 giugno e ricevuto dalla commissione il 6 giugno.

La fuga di notizie del report è un fatto gravissimo

“I 4 bollettini da febbraio non avevano mai evidenziato particolari significative emergenze. E  sono state da me rappresentate specificamente al presidente del Consiglio. La fuga di notizie sul bollettino sulla disinformazione legata alla minaccia ibrida, prodotto dal tavolo coordinato dal Dis, impone delle riflessioni. Se il prezzo è così alto va fatta una riflessione sull’utilità”. La libertà di espressione è un bene prezioso da salvaguardare, ha puntualizzato ancora Gabrielli. “Nessun giornalista o politico è oggetto di investigazione o di monitoraggio da parte dell’intelligence“. Lo ha escluso categoricamente.

Nessuna attività di intelligence su Petrocelli

Anche sulla vicenda che ha coinvolto il presidente pro Putin della commissione Esteri, Petrocelli, ha   garantito che il suo nominativo non compare in nessun tipo di investigazione. “Così come non esistono i nominativi che sono stati fatti dal giornale e presenti anche nel bollettino. Un conto è riportare dichiarazioni, un altro è svolgere approfondimenti e investigazioni”.  A chi gli chiede se goda ancora della fiducia del premier, “credo che questa domanda vada posta al presidente del Consiglio. Ma avendo quotidiani rapporti con il presidente Draghi non ho percepito particolari criticità”. Molte delle persone citate nella lista del Corriere della Sera hanno annunciato querela contro il giornale. Il primo e il più noto è  Alessandro Orsini, docente di Sociologia del terrorismo, spesso ospite di trasmissioni televisive e dibattiti politici. “Sdoganato” da Bianca Berlinguer.

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