La lista dei putiniani d’Italia? Per Senaldi è stata una mossa per indebolire Draghi. Ecco perché

sabato 11 Giugno 18:35 - di Francesco Severini
lista putiniani

Restano tutti irrisolti gli interrogativi sulla lista di filo-putiniani che  il Corriere ha pubblicato lo scorso 3 giugno. Chi gliel’ha fornita? E perché i nomi non corrispondono con quelli della lista desecretata dal sottosegretario Franco Gabrielli? Un classico pasticcio all’italiana dietro il quale si nasconde, secondo il giornalista Pietro Senaldi, condirettore di Libero, una guerra tra 007. E si pone ulteriori domande: perché l’Autorità ha aspettato sei giorni per esprimersi, lasciando a bagnomaria il governo? Chi può dire con certezza che la versione girata dai Servizi al Copasir non sia stata sbianchettata? Perché la Commissione Parlamentare indaga sul contenuto del papello anziché sul comportamento degli 007, visto che il suo ruolo non è avviare inchieste sui cittadini italiani ma vigilare su eventuali deviazioni delle barbe finte dalla loro missione?

“La risposta che fornisce chi conosce l’ambiente – sottolinea Senaldi – è che la divulgazione del papello rientri in uno scambio di sfavori tutto interno ai conflitti di potere tra barbe finte. L’effetto principale della mossa, e certo non può sostenersi che non sia stato ben calcolato, è un indebolimento a livello internazionale della figura del premier, messo in imbarazzo con il Cremlino e allontanato ulteriormente dalla possibilità di giocare un ruolo di mediatore nella guerra”.

Anche Massimo Cacciari commenta l’affaire della lista dei putiniani, che a detta di Gabrielli era solo un dossier sulla disinformazione. Stessa versione del Copasir. “Mi piacerebbe sapere – dice Cacciari – se questa farsa l’abbia commissionata il Governo, se sia frutto di qualche scriteriato all’interno dei Servizi, chi l’abbia trasmessa ai giornali. E’ indegno, ma figuriamoci se lo sapremo mai, con tutto quello che è rimasto segreto in Italia di tutte le nostre tragedie. Quindi, non mi do certo pena se non sappiamo chi ha portato avanti e promosso questa barzelletta”.

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