È tornato lo sceriffo De Luca: “La mascherina in Campania non si toglie, il Covid fa ancora paura”

21 Giu 2022 12:36 - di Guido Liberati
sceriffo De Luca

È tornato lo sceriffo De Luca e sul Covid non usa più il “lanciafiamme”, ma si dice ancora spaventato. “Io sono sulla linea della prudenza. Abbiamo quasi 10 volte più contagi rispetto allo scorso anno, nonostante la campagna di vaccinazione”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, che ieri ha firmato un atto di raccomandazione per l’uso della mascherina nel quale si conferma “l’obbligo di mascherina per i dipendenti regionali e per i cittadini che frequentano gli uffici della Regione Campania. Credo – ha aggiunto De Luca – che debba farsi la stessa cosa per tutti gli uffici pubblici, perché sono diventati un luogo di diffusione del contagio“.

De Luca ha riconosciuto che “c’è una minore aggressività del virus, abbiamo molto meno ricoveri in terapie intensive e negli ospedali, ma è altrettanto vero che, se i numeri crescono di 10 o 20 volte, cresceranno anche le situazioni di gravità sanitaria. Quindi bisogna stare attenti, perché siamo a giugno e abbiamo questi livelli di contagio, immaginiamo quello che possiamo avere a ottobre. Bisogna tenere gli occhi aperti se non vogliamo richiudere l’Italia”.

Lo sceriffo De Luca nomina più il Covid della camorra

Lo sceriffo De Luca pare molto più spaventato dal Covid che dalla camorra. “E’ la palude burocratica che favorisce la criminalità organizzata. Il problema va affrontato non con le armi del burocratismo, ma con le armi della repressione”. Ne è convinto il presidente della Regione Campania, secondo cui “bisogna evitare di fare le scelte che abbiamo fatto in questi anni, cioè immaginare che la lotta contro la criminalità organizzata si faccia creando una montagna di leggi. E’ esattamente il contrario: più leggi si fanno, più si creano spazi per l’infiltrazione della delinquenza organizzata”.

Secondo De Luca “ci sono tutte le possibilità per stroncare il fenomeno criminale, anche in Campania. Non servono le stupidaggini tipo abuso in atto d’ufficio, che è una delle cose previste dalla legge Severino. Questa è una grande idiozia, così come dal mio punto di vista non servono misure come il contante fino a mille euro. Sono quelle imbecillità assolutamente demagogiche di cui vive l’Italia. I grandi movimenti speculativi e i grandi progetti criminali spostano i capitali in Lussemburgo, nelle isole Cayman, nel riciclaggio, nell’economia legale. Quindi avremmo bisogno di un grande bagno di realismo per sconfiggere la criminalità organizzata, ma abbiamo bisogno soprattutto di meccanismi decisionali rapidi”.

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