Addio a Massimo Morante, chitarrista dei Goblin. Da “Profondo Rosso” a “Suspiria” i loro brani cult (video)

venerdì 24 Giugno 11:29 - di Vittorio Giovenale
Profondo rosso, Goblin, Morante

Il chitarrista Massimo Morante, uno dei fondatori dei Goblin, la band icona del progressive rock italiano, è morto improvvisamente ieri, giovedì 23 giugno, all’età di 69 anni a Roma, città dove era nato il 6 ottobre 1952. “La moglie e i figli con grande dolore ne annunciano la prematura scomparsa. Artista indiscusso, marito e padre amoroso”, si legge nel necrologio diffuso oggi dalla famiglia, come riferisce l’Adnkronos. I funerali avranno luogo domani, sabato 25 giugno, alle ore 10.30, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli artisti) in piazza del Popolo a Roma.

“Con estremo dolore e incredulità siamo costretti ad annunciare che Massimo Morante, fondatore e insostituibile chitarrista dei Goblin, ci ha lasciato”, ha scritto la band sulla sua pagina Facebook.

Il gruppo dei Goblin (il nome deriva dall’inglese “goblin”, demone, spirito maligno) fu fondato nel 1974 dal tastierista Claudio Simonetti, inizialmente formato dal batterista Walter Martino, poi sostituito da Agostino Marangolo, da Morante alla chitarra e dal bassista Fabio Pignatelli. Il successo coincise con l’esordio cinematografico e con l’avvio del sodalizio con Dario Argento per il film “Profondo rosso” (1975), diventato un cult movie anche grazie alla colonna sonora (fu il 33 giri più venduto in Italia nel corso di quell’anno). Da quella prima colonna sonora, i Goblin ne hanno composte molte altre, soprattutto per film di genere horror, come “Suspiria” (1977), sempre diretto da Dario Argento, “Shock” (1977), ultima opera cinematografica di Mario Bava, e “Zombii” (1979) di George A. Romero.

Quel brano inedito di Massimo Morante con Renato Zero

I Goblin hanno trasportato nel cinema le sonorità innovative del sintetizzatore, con una ritmica incalzante, spesso volutamente disturbante nella sua ossessività, e per questo trovando il terreno più congeniale nel cinema horror, in particolare nei film di Dario Argento.

I Goblin sono nati all’inizio degli anni Settanta dalle costole di complessi diversi e avevano già dato vita a un gruppo, gli Oliver, conosciuti anche come Cherry Five. Grazie a un abile mix tra progressive rock e jazz, l’inquietante colonna sonora di “Profondo rosso” ha rappresentato il trampolino di lancio del gruppo, che ha subito realizzato un altro album, “Roller” (1976), per poi dedicarsi a pieno ritmo al cinema: è nata così una ricchissima serie di colonne sonore, quasi tutte di grande effetto, comprese quelle per film di altro genere rispetto a quello horror come “La via della droga” (1977) di Enzo G. Castellari, quasi un videoclip dei Goblin, tanto la musica è in primo piano, e di “Amo, non amo” (1979) di Armenia Balducci. Nel 1978 la band incide anche l’album “Il fantastico viaggio del bagarozzo Mark”, nel quale Massimo Morante, oltre che come chitarrista, figura per la prima volta in veste di cantante.

Nel 1980 l’avvio di Simonetti verso una carriera di solista, convince anche Morante a lasciare i Goblin e a cimentarsi in proprio. Negli anni Ottanta Morante ha pubblicato tre album solisti, “Abbasso”, “Corpo a corpo” e “Esclusivo!”, collaborando con Renato Zero.

Coi Goblin divenuti famosi in tutto il mondo per le colonne sonore horror

Se già negli anni Ottanta, in occasione della realizzazione delle colonne sonore di “Tenebre” (1982) e “Phenomena” (1985) diretti da Argento, si era comunque ricostituito il gruppo originario, con l’apporto di Simonetti, “Non ho sonno” (2001), nuova incursione dei Goblin nel mondo fantastico del regista, ha segnato, anche formalmente, la ricomposizione del nucleo storico Simonetti-Marangolo-Morante-Pignatelli. La storica band si è poi rilanciata con “Back to the Goblin” (2005-2009) e quindi con “New Goblin” (2011-2013).

Massimo Morante inizia a suonare la chitarra all’età di 12 anni, ascoltando soprattutto i dischi dei Rolling Stones e Jimi Hendrix. Nel 1971 incontra il tastierista Claudio Simonetti e insieme, chiamati dall’amico produttore Eddie Offord (anche produttore e fonico degli Yes), partono per Londra dove registrano alcuni brani di loro composizione con una formazione chiamata Oliver. All’interno della band, con Morante alle chitarre e Simonetti alle tastiere, figurano Clives Haynes (voce), Carlo Bordini (batteria) e Fabio Pignatelli (basso). L’esperienza londinese si rivela ben presto poco gratificante e inutilmente costosa, per cui Morante ritorna a Roma dove forma nel 1974, con lo stesso Simonetti, il gruppo dei Goblin, in occasione della registrazione della colonna sonora del film “Profondo rosso” di Dario Argento. Entrano a far parte della band Walter Martino alle percussioni e Fabio Pignatelli al basso.

Il successo del film, del 45 giri dell’album della colonna sonora (condivisa in parte con il jazzista Giorgio Gaslini) portano la formazione di Morante e Simonetti, che nel frattempo ha accolto due nuovi musicisti, Agostino Marangolo (batteria) e Maurizio Guarini (tastiere), ad affrontare una lunga tournée italiana fra il 1975 e il 1976, insieme al cantante Riccardo Cocciante.

Durante una delle trasferte per il tour, l’auto guidata da Marangolo rimane coinvolta in un gravissimo incidente automobilistico da cui Morante e gli altri escono miracolosamente illesi. L’evento imprevisto determina una brusca interruzione dell’esperienza live e, ben presto, il ritorno della band in studio per la registrazione dell’album “Roller”. I Goblin rinverdiscono il successo con colonna sonora del nuovo film di Argento “Suspiria”, divenuti nel frattempo un quartetto con l’uscita del tastierista Maurizio Guarini. Il 1978 è un anno intenso per i Goblin, con l’uscita del secondo album autonomo, “Il fantastico viaggio del bagarozzo Mark” e la realizzazione della colonna sonora del film “Zombi”, horror diretto dal regista di culto George A. Romero e sostenuto finanziariamente da Dario Argento in qualità di produttore. Lo stesso anno riserva però anche spiacevoli sorprese: la morte del padre di Massimo Morante e, a distanza di poco tempo, quella del padre di Simonetti, il maestro Enrico Simonetti oltre al produttore del gruppo Cesare Andrea Bixio. Massimo Morante di lì a poco abbandona la band per intraprendere la carriera solistica come del resto fa lo stesso Simonetti.

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