Troppo caldo, due morti e nove feriti in Svizzera per il crollo di pezzi di ghiacciaio sul Grand Combin

venerdì 27 Maggio 18:32 - di Redazione
Grand Combin

Quindici alpinisti sono stati travolti dal crollo di seracchi, parti di un ghiacciaio, sul Grand Combin, in Svizzera, massiccio tra la Valle d’Aosta e il cantone Vallese. I soccorritori sono subito intervenuti in forze con sette elicotteri di Air-Glaciers, Air-Zermatt e della Rega. Il crollo è avvenuto a 3400 metri in una zona chiamata “Plateau du Déjeuner”. Due le vittime. Nove persone sono rimaste ferite, alcune in modo molto grave.

Il glaciologo dell’Istituto di Scienze polari del Cnr, Jacopo Gabrielli, ha detto all’Adnkronos che “la caduta di un seracco, un blocco di ghiaccio instabile, è piuttosto imprevedibile. Senza dubbio i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale fanno sì che i seracchi siano sempre più instabili. E proprio perché i pericoli sono diventati più frequenti, molte vie alpinistiche vengono scartate”.

“Nel 2019 andai sul Grand Combin insieme agli svizzeri per prelevare una carota di ghiaccio – sottolinea il glaciologo – Ricordo che già allora le guide alpine svizzere mi dicevano che la via tradizionale era ormai in disuso per pericoli oggettivi”. Con i cambiamenti climatici “cambia l’ambiente montano”, prosegue Gabrielli sottolineando che, “tanto più in questo periodo, la regola d’oro è consultare i bollettini locali e le locali guide alpine sulle condizioni dei ghiacciai”.

Basti pensare, conclude, che “sulle Alpi occidentali e centrali le condizioni attuali si avvicinano a quelle di metà giugno-primi di luglio per la poca neve e il caldo di queste due settimane. Le condizioni sono quelle di un ghiacciaio estivo e non primaverile come dovrebbe essere”.

 

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