Primarie Usa, la rivincita di Trump che cavalca i suoi temi classici. E torna la tesi delle “elezioni rubate”

giovedì 19 Maggio 16:12 - di Francesco Severini

Donald Trump non lascia la presa sul partito repubblicano e supera la prova delle primarie. Due suoi candidati – sottolinea Sky tg 24 –  Ted Budd per il Senato in Nord Carolina e Doug Mastriano, per il governatore della Pennsylvania, hanno vinto mostrando la forza dell’ex presidente e della teoria del voto del 2020 rubato, appoggiata da tutti e due i vincitori. Ted Budd si è presentato come difensore delle armi, anti-abortista e difensore del muro anti-immigrati al confine con il Messico. Mastriano invece è un ex colonnello dell’esercito.

Di ritorno sulla scena di The Donald, troppo presto dato per sconfitto, scrive oggi anche la Stampa confermando che  i numeri, nel martedì delle primarie in cinque Stati Usa in vista del elezioni di Midterm, hanno premiato l’ex presidente Usa. In totale – prosegue il quotidiano – nelle varie tornate elettorali che si susseguiranno fino ad agosto 150 candidati hanno il “brand” Trump sulla casacca.

Il contesto è quello di una crescente impopolarità di Biden (il cui gradimento è fermo al 42%), circostanza che mette le ali al movimento trumpiano. “Non sono spariti né i toni né i temi classici di The Donald. Uno studio ha rivelato che le parole più spesso usate nei comizi e nei comunicati stampa dei candidati della destra sono “lotta”, “difesa” in una sorta di linguaggio bellico in cui c’è uno spazio minoritario per i temi concreti e le proposte. In secondo luogo, sono tornati a vincere i sostenitori delle “elezioni rubate del 2000”.

L’Ispi (Istituto per lo studio della politica internazionale) analizza in un contributo di Mario Del Pero i motivi per i quali l’opinione pubblica percepisce Joe Biden come un presidente che fin qui collezionato solo insuccessi.

“Alcuni importanti provvedimenti – su tutti un secondo, ambizioso piano di stimolo dell’economia e di riforme sociali (Build Back Better) – si sono arenati sulle secche di una palude legislativa in un Congresso dove i democratici dispongono di maggioranze fragilissime sia al Senato (50 senatori su 100 con il pareggio rotto dal voto della vice-Presidente Harris) sia alla Camera (222 a 213). La promessa di portare il Paese fuori dall’emergenza Covid non è stata realizzata… La fiammata inflazionistica ha creato un fronte assai difficile, con un impatto non marginale sui redditi reali, il potere d’acquisto e la fiducia dei consumatori. Dossier complessi e per certi aspetti ingestibili, a partire dalla crisi dei migranti al confine col Messico, hanno a loro volta indebolito l’amministrazione e acuito le divisioni e gli scontri dentro il partito del Presidente. Infine, non ha ovviamente aiutato la colossale umiliazione subita con la disordinata ritirata dall’Afghanistan”. 

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