Pistoia, pakistano stupra la moglie 24enne. Anche i genitori della vittima coinvolti nei maltrattamenti

martedì 10 Maggio 11:42 - di Redazione

Per una violenza sessuale su una giovane connazionale pakistana, il giudice del tribunale di Pistoia ha emesso finalmente un’ordinanza della misura cautelare del divieto di avvicinamento e del divieto di comunicazione con la vittima nei confronti del marito pakistano. Lo stesso provvedimento riguarda anche i genitori della 24enne, tutti residenti ad Agliana in provincia di Pistoia. Sono accusati  di maltrattamenti familiari e violenza sessuale nei confronti della ragazza giunta in Italia nel settembre del 2021.

Abusi sessuali e maltrattramenti: pakistano allontanato

I carabinieri hanno svolto una delicata attività investigativa d’intesa con la Procura della Repubblica di Pistoia. Tutto è nato da una breve segnalazione pervenuta al 112 nel pomeriggio del 26 gennaio scorso. Era una  donna che si limitava a fornire all’operatore l’indirizzo della propria abitazione in lingua inglese, interrompendo immediatamente la conversazione. L’intervento della pattuglia dei carabinieri di Montale che si recò sul posto risultò determinante, leggiamo suil sito locale “Prima Pistoia”, rilanciato poi dall’Adnkronos. I militari, infatti, dopo aver individuato l’abitazione dalla quale era giunta quella strana richiesta di soccorso, entrarono nello stabile riscontrando la presenza di una numerosa famiglia pakistana, tra cui una 24enne.

Così i carabinieri sono arrivati alla verità

I militari intuirono sin da subito che l’autrice di quella breve telefonata, doveva essere lei e si resero conto di un grave disagio. La ragazza appariva spaesata e disorientata, rimasta in silenzio durante tutte le operazioni di controllo ed identificazione dei presenti. I militari hanno usato tutta la loro abilità e preparazione nel cercare di creare le condizioni per poter scambiare qualche parola in maniera riservata con la giovane. Con pochi cenni, in quel breve lasso di tempo, la giovane pakistana si espresse a fatica, in modo sibillino; ma  facendo ricorso anche all’uso di mimiche ed inequivocabili gesti con le mani, palesò una chiara richiesta di aiuto. Verosimilmente dettata da una grave condizione di violenza domestica, sostenuti anche dai genitori della vittima.

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