Meloni: «Stupisce che Salvini riconosca solo ora la mia premiership. Meglio tardi che mai»

sabato 28 Maggio 13:10 - di Stefania Campitelli

Dalla legge elettorale, alla guerra russo-ucraina passando per il Pnrr e la sovranità nazionale. Con una sola bussola: la difesa degli interessi italiani. Giorgia Meloni dalla Manduria, ospite di Forum in Masseria, sollecitata da Bruno Vespa, mette a fuoco i temi caldi dell’attualità. Senza trascurare il rapporto complesso con gli alleati del centrodestra. A cominciare da Matteo Salvini. Che proprio ieri ha annunciato un viaggio lampo a Mosca. Che la Farnesina non ha confermato.

Meloni: colpisce che solo ora Salvini riconosca il mio ruolo

“Mi ha colpito che non lo abbia detto prima”, dice la leader di FdI a proposito della frase del leader leghista sul fatto che chi prenderà più voti fare il candidato premier. “È un chiarimento necessario, giusto e buono”. Anche sul proporzionale si vedono segnali positivi nella maggioranza con il Carroccio che ha rivisto le sue posizioni. “Oggi La Russa, in un’intervista, parlava di ipotesi di fusione tra Lega e Forza Italia. Dicendo correttamente se facessero una lista o un partito unico, per paradosso, sarebbe un elemento di chiarificazione per tutti. Ma non voglio sindacare le scelte di altri”.

Il Pnrr è in alto mare. Serve un fondo compensativo

Molto chiara su chi obietta che la Meloni potrebbe non garantire di mantenere la barra dritta sul Pnrr. “Faccio notare – risponde – che il Pnrr non versa in buone condizioni. Mi risulta che della prima tranche di 15 miliardi ne sono stati stanziati solo 5. E che  il 73% dei progetti non sono cantierabili. E, soprattutto, non sono stati rivisti in base all’aumento delle materie prime. Il governo non può fare finta di niente rischiando che le gare vadano deserte”.

La transizione ecologica oggi non è una priorità

E ancora: “Non si può pensare che oggi, con la crisi pandemica, la guerra nel cuore dell’Europa e la crisi energetica e alimentare alle porte, si pensi alla transizione ecologica. Che ha per obiettivo diminuire dello 0,8% le emissioni. Puntando sull’elettrico prodotto dalla Cina. Ed estratto in Africa con metodi che danneggiano l’ambiente”. La Meloni ricorda di aver illustrato a Milano “alcune idee”. Primo fra tutti un piano di risarcimento per quei paesi, come l’Italia, che in Europa avranno conseguenze molto gravi dalle sanzioni alla Russia. “Un fondo compensativo. Come si fece per la Brexit, per tutelare le nazioni più colpite dall’uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Finanziato dall’Europa ma anche dagli Usa.

Dissento sulla classe dirigente di questi anni

Fratelli d’Italia inaffidabile per guidare un futuro governo? “E perché? Mi permetto di dissentire dalla classe dirigente degli ultimi anni”, ha detto la Meloni tra gli applausi. Ricordando che l’Italia ha avuto la sventura di affrontare la guerra con Di Maio agli Esteri. Il covid con il ministro Speranza. E il crollo del ponte Morandi con Toninelli alle Infrastrutture.

“Non saremo noi a tenere in piedi il governo”

“Se Giuseppe Conte decidesse di lasciare la maggioranza, speriamo che ci siano le elezioni”, ha detto la Meloni sottolineando la schizofrenia del leader grillino. “Se non condivide la linea del governo, semplicemente dovrebbe uscire dal governo”. E sia chiaro – ha aggiunto – non sarà Fratelli d’Italia a tenere in piedi la maggioranza. Sulla crisi internazionale FdI ha dato il suo contributo per l’Italia. Ma sul resto non si cambia idea.

Gli ucraini vanno difesi con tutti i mezzi

Nessun dubbio sull’invio di armi a Kiev. “Penso che gli ucraini vadano difesi con tutti gli strumenti con cui si possono difendere. Anche su questo ho una visione diversa dagli altri. Non è che se lasci gli ucraini da soli è più facile ottenere la pace. È più facile ottenere l’invasione. É lo stesso concetto della legittima difesa”. Quindi ha ribadito che la guerra in Ucraina non è un conflitto regionale. “È in gioco un nuovo assetto mondiale, di cui beneficerebbe la Cina“.

In Sicilia bisogna trovare la quadra

Infine ha lanciato un nuovo appello agli alleati per trovare la quadra in Sicilia. “Abbiamo un governatore uscente, Nello Musumeci.  Che ha lavorato bene. Non si riesce a confermare la sua ricandidatura. Ma dopo le elezioni amministrative questa cosa dovrebbe chiudersi”.

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