L’Italia non cresce, Draghi non fa miracoli: si dimezza la crescita del Pil prevista per il 2022

lunedì 30 Maggio 12:14 - di Riccardo Angelini
Pil

“Siamo in una nuova fase di grande incertezza. Osserviamo un rallentamento dell’attivitá economica. In Italia il quadro si è deteriorato bruscamente con l’attacco della Russia all’Ucraina”. le parole del ministro dell’Economia Daniele Franco durante un convegno della Consob non lasciano spiragli all’ottimismo. Addirittura, il ministro evoca il rischio recessione. La crescita del Pil nel 2022 è stata rivista dal 4,7% a circa il 3%. Uno scenario a tinte fosche che contrasta con le previsione rosee fin qui sostenute da Palazzo Chigi.

“Il governo è ripetutamente intervenuto per mitigare le ripercussioni e gli shock sull’economia dovuti allo scoppio del conflitto in Ucraina”, ha aggiunto il ministro, ricordando che sono stati approvati 4 decreti legge con misure per “oltre 30 miliari. L’obiettivo è evitare che il Paese torni in recessione”.

“A due anni dallo scoppio della pandemia, questa sarebbe dovuta essere una fase di ripresa economica e graduale ritorno alla normalità. Da 90 giorni, invece, viviamo una fase di difficoltà e di grande incertezza, che vede impegnati il governo e tutti gli attori dell’economia. Ma questo non deve distoglierci” dalla necessità di medio periodo di portare il Paese su un sentiero di crescita più sostenuto”, ha affermato Franco.

Per il ministro Franco “il nostro problema principale è la bassa crescita. Dobbiamo porre fine a 20 anni di crescita stagnante”, “la bassa crescita riflette fattori diversi”, tra i quali “la debole dinamica degli investimenti in capitale fisico”. “Gli investimenti fissi lordi complessivi nel 2019 costituivano il 18% del Pil. Dopo la flessione nel 2020, nel 2021 c’è stata un’inversione di tendenza con una incidenza pari al 20%. Puntiamo a raggiungere il 22% nei prossimi anni, in linea con la media europea”, ha proseguito. “Gran parte degli investimenti -ha sottolineato Franco- dovrà essere effettuata dal settore privato”.

“Noi – gli ha fatto eco il presidente di Confindustria Carlo Bonomi – auspichiamo che si rimanga nello scenario che abbiamo detto alcuni mesi fa e che molti avevano giudicato pessimista”. E cioè uno scenario che prevede una crescita del Pil italiano all’1,9% nel 2022.

“Nella realtà avete visto che poi tutti si sono adeguati a una stima attorno al 2%, Moody’s, Fmi, Bce, segno evidente che forse quando gli imprenditori, che stanno tutti i giorni sui mercati, dicono che ci sono determinate condizioni forse bisogna ascoltarli”, ha aggiunto Bonomi.

 

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