L’ex consigliere di Putin: ben venga Salvini a Mosca, guida un partito amico. Come la Le Pen

lunedì 30 Maggio 10:25 - di Redazione

“Se non ci riusciamo con le auto di lusso, va bene anche una bicicletta”. Lo dice al Corriere della Sera Sergey Markov, ex consigliere di Vladimir Putin dal 2011 al 2018. Ex deputato della Duma dal 2007 al 2012, attuale direttore dell’Istituto di Ricerche politiche a Mosca. Markov sottolinea che i governanti in carica non recepiscono le ragioni di Mosca quindi “ben vengano i leader di partiti amici come Salvini. E se falliscono anche loro, toccherà poi agli scrittori, agli attori, ai cantanti, ai poeti. Il problema va risolto. Voi italiani avete già presentato un piano per un possibile compromesso. Ma qui da noi è stato fortemente criticato. Lo avete inviato a Mosca, e anche all’Onu. Ma Guterres è un personaggio totalmente filoamericano. Non so se per volontà sua o meno, non è in grado di rappresentare l’autorevolezza dell’Onu. Per noi è uno sponsor degli Usa. Il piano di Roma non tiene conto dell’enorme differenza tra la posizione russa e quella europea, che oggi non può essere ricondotta ad un compromesso”.

Markov insiste sul fatto che l’Ucraina è uno stato terroristico e filonazista: “Lo è, senza dubbio. E sta facendo affondare nel sangue fino al ginocchio il suo popolo, con l’aiuto dei politici europei che per otto anni hanno sostenuto uno Stato terroristico. Quindi, al momento un accordo è assolutamente impossibile”.

E iniziative come quelle di Matteo Salvini “servono a trovare una futura via di uscita. L’Europa può rifiutare di ammettere la vera essenza dell’Ucraina, ma almeno potrebbe riconoscere l’esistenza di una minaccia diretta ed evidente allo Stato russo. Ed aiutarci ad eliminarla. La Russia usa la forza militare a causa di questa diretta minaccia mentre l’Unione Europea non desidera riconoscere che si tratta di uno Stato terroristico. Bisogna praticare una breccia in questo muro di due concetti così diversi. Salvini può dare un contributo, come Marine Le Pen. Se non ce la fa a convincere l’Italia e l’Europa, con il passare del tempo magari arriveranno attori come Leonardo di Caprio e altri nomi famosi. Perché questo è un problema che riguarda tutti”.

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