Laboccetta (Polo Sud): «Gratteri procuratore coraggioso ma la storia di Falcone è tutt’altra cosa»

venerdì 13 Maggio 19:49 - di Redazione
Laboccetta
«Il dottor Nicola Gratteri è un procuratore coraggioso, nessuno può mettere in dubbio la sua conoscenza profonda del fenomeno ‘ndrangheta nelle sue ramificazioni anche internazionali, e certo questo lo ha esposto e lo sta esponendo a minacce gravissime di attentati alla sua vita». Lo dichiara in una nota Amedeo Laboccetta, ex deputato di Napoli, Presidente Polo Sud.

Laboccetta sulle manifestazioni organizzate a Catanzaro

«Ma le manifestazioni organizzate a Catanzaro  – spiega – da molte organizzazioni autodefinitesi, con ampio risalto dai media, “scorta civica”,  hanno poco a che fare con il ripararlo dalle minacce purtroppo reali. I connotati di queste manifestazioni, che certo faranno piacere a Gratteri, hanno una motivazione puramente ideologica. Lo slogan Gratteri=Falcone preparato da giorni ha due caratteristiche: è una falsificazione storica, e somiglia tristemente alla glorificazione di un eroe destinato per forza a morire. Paragonare, come si sta facendo dalla stampa giustizialista e dalle fazioni politiche manettare, la mancata elezione di Gratteri a procuratore generale antimafia alla tremenda parabola di Giovanni Falcone è una operazione che non regge, delegittima anzi la figura di chi è stato scelto per meriti come Melillo, indebolendo oggettivamente il fronte della giustizia contro le mafie».

«Li differenziano i risultati»

E poi si legge ancora nella nota: «Giovanni Falcone fu sì bocciato come Gratteri dal Csm, ma contro Falcone pesarono soprattutto la campagna contro di lui ordita da Magistratura democratica, che ne decretò – insieme  agli attacchi violenti di Leoluca Orlando e di buona parte della sinistra – la solitudine fino all’esito tremendo di Capaci. Diciamolo: Gratteri è stato bocciato non perché somigliasse a Falcone, ma forse perché non gli somiglia. Li differenziano i risultati:  troppe inchieste di Gratteri sono partite con il gran pavese, e il Procuratore di Catanzaro al timone del Galeone regale, e sono finite in fiaschi processuali. Ma non è solo questione di successi, ma di metodi. Falcone non avrebbe mai ripetutamente chiesto l’arresto, senza neppure la possibilità di contraddire le accuse, di un uomo come l’ex senatore e grande avvocato Giancarlo Pittelli, triturato dal metodo Gratteri che forse non è molto pratico in “presunzione di non colpevolezza”».

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