La Rustica, i metodi della banda: chi non pagava veniva spogliato, legato al letto e torturato

mercoledì 18 Maggio 10:28 - di Elsa Corsini

Il giorno dopo i 14 arresti a La Rustica, emergono particolari feroci dei metodi utilizzati dalla gang. Il “sodalizio” dedito alla vendita di droga, ‘guidato’ da Daniele Carlomosti, il Gigante, utilizzava anche strumenti di tortura per raggiungere i propri scopi. Per convincere i debitori a pagare. Con loro era meglio trattare. Parola di Massimo Carminati che, parlando con Riccardo Brugia (intercettato dai carabinieri nell’inchiesta Mondo di mezzo) raccontava “Sono andato da questi prima che prendono la pistola e sparano“.

La Rustica, i metodi crudeli della gang di Carlomosti

Quando una mattina del novembre 2018, come riporta il Messaggero, la Dda fa sparire i 10 chili di fumo custoditi in una cantina di La Rustica, Carlomosti (ignaro dell’intervento dell’Antimafia)  va su tutte le furie. “Se non si sbriga a riportarmi i 10 di fumo – dice-  io mi abbasso a toccare le figlie ti giuro! Gli prendo a torturare in bocca le figlie, gli entro dentro casa e lo ammazzo!”.

“Gli faccio zompare le ginocchia…”

E ancora: “Gli faccio zompare le ginocchia. Lo mando in giro senza denti, senza naso, senza orecchie. Proprio non è che gli do una botta a lui, gliene do una quindicina. Deve morire crivellato”. Sono le espressioni usate dal ‘capo’ agli altri della banda. A “Mascellone”, il tipo responsabile del malloppo perduto, diceva: “Ti strappo la carotide. A me dieci chili non me li leva neanche Totò Riina”. Ad aiutare Carlomosti a vendicarsi c’è Armando De Propris. Il padre di Marcello, uno dei ragazzi condannati per l’omicidio di Luca Sacchi. “Se viene vicino a me io te lo rompo tutto!”, gli assicura.

La tortura di Fagiolo: spogliato e legato al letto

Tra gli episodi più crudeli la tortura ai danni di ‘Fagiolo’. Accusato di non avere pagato una partita di droga per 64mila euro. Viene invitato a casa di Carlomosti e qui spogliato, legato. Costretto a stendersi sui teli di plastica nel soggiorno trasformato in stanza delle torture. “Ora prendiamo il trapano e vedi che ti facciamo». C’è chi scatta fotografie e con una videochiamata chiede il riscatto al fratello e alla compagna. C’è di mezzo anche Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik.

Il nulla osta chiesto a Michele Senese

Prima della tortura Carlomosti “come forma di rispetto”, scrive il gip Tamara De Amicis, aveva chiesto tramite Pallagrosi, l’autorizzazione a Michele Senese. Per ottenere una sorta di nullaosta. Pallagrosi racconta il colloquio intercorso nel corso “Fagiolo” veniva scaricato dal clan. Racconta di avere ricevuto l’indicazione di uccidere l’uomo utilizzando uno stiletto. L’arma utilizzata nel Medioevo per sgozzare i nemici, come maiali. Tra i vessati della banda c’è pure William Casinelli, ultrà della Roma, uno dei fermati (poi rilasciati)  dalla polizia inglese per gli scontri coi tifosi del Liverpool a Londra nel 2018. 018. Il ragazzo viene chiuso in auto, pestato di botte, costretto a consegnare due Rolex e un Piguet, nonché a trasferire la proprietà del suo Suv a Federico Rossetti.

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