Il business delle agromafie vale 24,5 miliardi, il 10% di tutto il Pil criminale italiano. De Carlo: subito risorse agli agricoltori

lunedì 2 Maggio 15:11 - di Roberto Frulli
coldiretti

Vale 24,5 miliardi annui, pari al 10 per cento di tutto il Pil criminale italiano il volume d’affari delle agromafie legato all’agricoltura e al sistema agroalimentare. E non c’è anello della filiera agroalimentare su cui le mafie non abbiano messo le mani.

La cifra monstre che ha rimpinguato le casse delle agromafie si riferisce al 2018 e gli studi dicono che c’è stato un balzo del 12,4 rispetto all’anno precedente, al 2017 dunque.

A dirlo è “Argomafie“, il sesto e ultimo rapporto sui crimini agroalimentari in Italia pubblicato nel 2019 da Eurispes, Coldiretti e Fondazione Osservatorio sulla Criminalità nell’Agricoltura e nel Sistema Agroalimentare.

Nello stesso anno, secondo il rapporto, i settori agroalimentari più colpiti da truffe e reati sono stati il vino (+75% nelle notizie di reato), la carne dove le frodi sono raddoppiate (+101%), le conserve (+78%) e lo zucchero (dove si è passati da 0 e 36 episodi di frode) mentre sono stati sequestrati 17,6 milioni di chili di alimenti di vario tipo per un valore di 34 milioni di euro e sono stati segnalati 399 allarmi alimentari.

A fare il punto sui rischi attuali legati all’infiltrazione delle agromafie nel settore agroalimentare nella situazione di fragilità economica attuale è il webinar “Non solo merce, non solo cibo: le minacce per il patrimonio agroalimentare veneto“, in programma mercoledì 4 maggio alle ore 15, organizzato dalla Camera di commercio di Padova, Unioncamere del Veneto, Fondazione Osservatorio sulla Criminalità nell’Agricoltura e nel Sistema Agroalimentare e Coldiretti Padova, nell’ambito dei “Road Show della Legalità” promossi dal sistema camerale veneto.

“Questo incontro – commenta Roberto Crosta, segretario generale della Camera di Commercio di Padova e Unioncamere del Veneto – si inserisce nel percorso di sensibilizzazione degli imprenditori sui pericoli, le insidie e il funzionamento delle agromafie e allo stesso tempo di promozione dell’etica della responsabilità e della cultura della legalità che portiamo avanti da anni”.

“Non solo, insieme a tutto il sistema camerale veneto stiamo mettendo in campo una serie di azioni concrete per contrastare un fenomeno oggi ancora più preoccupante e che tocca da vicino un settore centrale per la nostra economia. Sono trascorsi ben otto anni dalla firma del patto territoriale per la legalità e noi continuiamo ad essere in prima fila nella lotta al fenomeno delle infiltrazioni mafiose e nel ribadire come la legalità sia un fattore fondamentale ed ineludibile per l’economia e per il benessere sociale di un territorio“.

“Un plauso a chi ha deciso di sensibilizzare istituzioni e cittadini su questo tema: le mafie aggrediscono i settori in forte crescita, e l’agroalimentare è certamente uno di questi, con i sui 52 miliardi di euro annui di esportazioni – osserva il senatore e responsabile del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia Luca De Carlo. – Già ora, l’agricoltura rappresenta il 10% dell’intero giro d’affari criminale nazionale”.

Per De Carlo è fondamentale evitare che le imprese agroalimentari possano cedere alla malavita: “In un momento di così grande difficoltà, tra rincari di energia e di materie prime, è fondamentale difendere le aziende dagli attacchi e dagli interessi mafiosi. Servono quindi subito risorse per coprire le spese correnti, cresciute a dismisura negli ultimi mesi, e lavorare sulla redditività del lavoro agricolo, così da evitare che gli imprenditori finiscano nelle maglie della malavita. Le mafie hanno capito che il business del presente e del futuro è l’agricoltura, e dobbiamo impegnarci per difenderlo”.

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