Fisco, Draghi non dà risposte sulla casa. E Pd e M5S vogliono l’aumento della cedolare secca

3 Mag 2022 10:33 - di Eleonora Guerra
cedolare secca

A ormai tre settimane dall’incontro con Mario Draghi sui temi del fisco, definito «positivo», e a meno di una settimana dall’approdo nella aula della Camera della Delega fiscale, previsto per il 9 maggio, Lega e Forza Italia attendono ancora una risposta sulla richiesta di non aumentare le tasse sulla casa e sui risparmi e di giungere a una pace fiscale. Lo ha rivelato ieri sera Matteo Salvini, spiegando di contare su un riscontro sul fisco «entro la settimana».

Sul fisco Salvini aspetta ancora una risposta da Draghi

«Per il momento nulla. Però io ragiono dei fatti, questa proposta la avanzammo già l’anno scorso in piena pandemia… Mi fu promesso un intervento, è passato un anno e stiamo ancora aspettando: nell’arco di un anno le cartelle sono aumentate di 10 milioni, quindi siamo a 140 milioni di cartelle esattoriali», ha detto Salvini in un’intervista a Isoradio, dove gli è stato chiesto dello stato dei colloqui sulla pace fiscale. «Conto entro la settimana» di avere novità sulla delega fiscale, ha poi aggiunto, «perché in questa delega – ha detto – c’era anche un’ipotesi di aumento delle tasse sugli affitti e sui titoli di Stato: in un momento di crisi come questa, cancellare la cedolare secca sugli affitti, la flat tax, o aumentare la tassazione su chi ha investito i propri risparmi nei titoli di Stato sarebbe assolutamente sbagliato».

Verso l’aumento della cedolare secca

E proprio sulla cedolare secca, insieme agli aumenti della tassazione sui Bot, si concentrano in queste ore le attenzioni degli addetti ai lavori. Pd e M5s spingono per alzarla dal 21% al 26%, che – spiegano gli addetti ai lavori – rappresenterebbe un salasso per i proprietari degli immobili e un autogol per lo Stato, che grazie a quella misura introdotta dall’allora governo Berlusconi diede una spinta all’emersione del nero, anche grazie a una burocrazia semplificata. Risultato: ne beneficiano i proprietari, ne beneficiano le casse dello Stato, ne beneficiano gli inquilini, che con un contratto regolare possono accedere alle detrazioni. Ma alla sinistra questo non piace e punta alla stangata, con buona pace delle rassicurazioni del premier sul fatto che non sarebbe arrivato alcun aumento delle tasse sulla casa e delle battute di Letta sugli allarmi del centrodestra liquidati come propaganda.

 

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