Casa, altro che stangata evitata: un codicillo nell’accordo sul catasto svela il bluff sulle tasse

lunedì 9 Maggio 10:05 - di Sveva Ferri
stangata casa

Giusto il tempo di elaborare la notizia, e già si ridimensiona l’esultanza per la stangata sulla casa schivata grazie al pressing del centrodestra di governo su Mario Draghi. Sullo sfondo resta sempre l’Europa e quella sua richiesta di tassare le rendite per alleggerire il lavoro che punta inevitabilmente al mattone. Si tratta del nodo dolente di tutta la trattativa che c’è stata sul catasto e il cui esito rassicurante appare come un fragile velo, destinato a cadere a breve. Posto che, nello stesso accordo siglato tra centrodestra di governo e premier, vi sono le premesse perché si riaffacci il ricalcolo del valore delle rendite legato al mercato che è stato al centro del braccio di ferro.

La clausola che apre alla stangata sulla casa

Il grimaldello amministrativo sta nel decreto 138 del 1998, che consente ai sindaci di riassegnare la rendita catastale sulla base del mercato. Secondo quanto ricostruito dal Tempo, alla fine la trattativa tra Lega e Forza Italia da un lato e Draghi dall’altro si è conclusa grazie all’inserimento di una riga di testo nella quale se ne prevede la possibilità di utilizzo, voluta fortemente dai tecnici della presidenza del Consiglio. Nello specifico il decreto consente ai Comuni «la revisione delle tariffe d’estimo attualmente vigenti, facendo riferimento ai valori e ai redditi medi espressi dal mercato immobiliare».

Il pallino passa ai sindaci

Il riferimento è alla banca dati Omi, l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, che dal 1998, data di introduzione della norma, è diventata estremamente più efficiente e quindi più utilizzabile. Ancora di più lo sarà nel 2026, quando la riforma del catasto sarà pienamente operativa, e, anche ai fondi del Pnrr per la digitalizzazione, la pubblica amministrazione avrà a disposizione tutti gli strumenti necessari per incrociare le banche dati. Insomma, ammesso che nel frattempo non si riaffacci l’ipotesi di una stangata determinata dallo Stato, comunque nel prossimo futuro si potrà andare incontro a stangate a livello locale.

L’accordo che consente a Draghi di «portare uno scalpo all’Ue»

Si legge sul Tempo che l’inserimento del riferimento al decreto 138 ha determinato la chiusura di una trattativa «win-win», ovvero nella quale vincono tutti, perché ha consentito «al centrodestra di annunciare lo stop all’aumento della tassazione sulla casa, e a Draghi di portare comunque uno scalpo all’Unione europea». Perché – e questo è l’elemento centrale di tutto l’affaire – sullo sfondo resta sempre l’Ue. La quale chiede con forza di tassare le rendite e non è affatto detto che non torni a chiederlo nuovamente, e a breve.

Crosetto: «Il fisco del futuro mi fa paura»

«Tra un mese arriveranno altre raccomandazioni della Bce sull’Italia. Tireranno fuori di nuovo il discorso sui conti pubblici, sull’indebitamento. E rinnoveranno la richiesta di tassare le rendite anziché il lavoro. È vero che il lavoro è troppo tassato, ma mettere nel mirino la rendita significherà colpire il mattone», ha spiegato Guido Crosetto in una intervista a La Verità, ricordando che «l’Europa sostiene che questo impegno, quello di tassare le rendite, sia stato firmato con il Pnrr, anche se c’è chi lo nega. Sta di fatto che in questa situazione, con il fiato sul collo dell’Europa e la situazione economica in disfacimento, a me – ha concluso l’imprenditore – il fisco del futuro continua a far paura».

Commenti

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  • Sergio 11 Maggio 2022

    Questo non succederà nei piccoli comuni dove si stanno facendo perizie per giustificare valori di vendita inferiori, spesso si molto, a quelli catastali

  • Giovanni Padovani 10 Maggio 2022

    Perchè nessuno ha pensato di contenere gli stipendi dei dirigenti, dei magistrati e comunque di tutti coloro che percepiscono bonus incredibili, come per esempio quelli dati agli spazzini di Roma? E per avere una fonte di riferimento si potrebbe esaminare l’ammontare degli stipendi europei.

  • biagio 10 Maggio 2022

    Il mattone in Italia é tassato: prima, durante e dopo.
    Durante l’acquisto (stato, notaio ed immobiliare) pari ad un 20% del prezzo;
    Durante il possesso l’Irpef, IMU e TARI succhiano un’altro 2,5 del valore dell’immobile.
    Dopo, se la vendi nel quinquennio successo all’acquisto paghi sull”extra ….
    Ci spiegassero in quale parte dell’Europa c’è tanto salasso del mattone e dove esiste un bonus 110% per far ingrassare imprese e accaparratori finanziari ad acquisire credito d’imposta, su lavori drogati dove ad ogni passaggio della filiera ognuno trova il proprio tornaconto. L’unico ad essere violento é il l’immobile e il proprietario.