Vespa contro le risse nei talk show: io non inviterei Orsini e neanche gli estremisti no vax

sabato 9 Aprile 10:16 - di Redazione
Vespa

Bruno Vespa non ha dubbi: nel suo programma, Porta a Porta, non c’è spazio per i neutralisti sulla guerra. E neanche per i filo-Putin. Perché sul conflitto in atto la logica della curva che i talk show tendono a mettere in scena non è eticamente sostenibile.

In un’intervista a Repubblica, Vespa attacca chi segue la logica del “né né”:  «La pandemia ci ha insegnato quanti danni può fare una informazione distorta. L’estremismo No Vax portato in televisione ha sulla coscienza tante anime fragili. Con la guerra non si può commettere lo stesso errore. È in gioco la civiltà occidentale, la libertà per cui si sono battuti i nostri padri. Da una legittima critica agli errori degli ucraini in passato, non si può passare al “né né” tipico di troppi italiani».

Lui uno come Alessandro Orsini non lo inviterebbe mai. E sul pluralismo delle idee, pur non attaccando Bianca Berlinguer, osserva: «Non giudico il lavoro dei miei colleghi e Bianca è una brava professionista. In ogni trasmissione, se si usano toni troppo alti, si stona e il pubblico deve tapparsi le orecchie. Un conto è il confronto, altro è la rissa. Ed è facile portare lo spettatore meno informato fuori dei sentieri della storia».

Tra le nuove regole che la commissione di Vigilanza Rai prepara c’è anche quella di evitare la rappresentazione teatrale delle contraddizioni. «Questo è lo stile di Porta a porta da sempre – dice Vespa – Ma credo sia impossibile regolare con un decalogo parlamentare una materia così complessa e soggettiva».

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