Sindaca di Motyzhyn rapita e uccisa col marito e il figlio. La scomparsa, poi i corpi trovati in una fossa (video)

martedì 5 Aprile 11:06 - di Filomena Auer
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Un orrore senza tempo. Che fa scempio di convenzioni e accordi internazionali, che si fa beffa di diritti umani e del sentimento della pietà. Sacrilega, è il termine che il Papa ha usato per definire la guerra. Un abisso senza fine di atrocità in cui sono sprofondati anche la sindaca del villaggio di Motyzhyn, Olga Sukhenko, rapita e uccisa con la sua famiglia: il marito Igor e suo figlio Alexander. Altre tre vittime che i soldati russi hanno rapito. Imprigionato. E ucciso durante la detenzione. I loro corpi giacevano con le mani legate in una fossa poco profonda. Lo ha confermato il vice primo ministro ucraino Iryna Vereshchuk.

Sindaca rapita, legata e uccisa insieme al marito e al figlio

I tre erano stati rapiti dai russi il 23 marzo scorso. «Questo è un crimine di guerra», ha commentato la Vereshchuk in un discorso sull’omicidio della famiglia Sukhenko. «I colpevoli saranno inevitabilmente puniti secondo il diritto umanitario internazionale». Tetiana Semenova, capo del consiglio regionale di Kiev, ha detto ai media ucraini che le truppe russe hanno catturato la 50enne, il marito di 55 anni, e loro figlio 25enne, dopo che un collaboratore locale di Mosca aveva rivelato la loro posizione. «Volevano prendere solo Olga, ma suo marito ha insistito che sarebbe andato con lei. E dopo sei ore hanno portato via anche suo figlio», ha raccontato la Semenova ricostruendo l’ultimo scempio che arriva da città trincee a 360 gradi, trasformate in cimiteri a cielo aperto.

Sindaca rapita e uccisa, il mistero della scomparsa, il ritrovamento dei corpi

Il Corriere della sera dedica una intera pagina a quest’ultimo racconto dell’orrore. Spiega che «l’agenzia di stampa Ukrinform dice che quel giorno i militari russi arrivarono a casa sua. Perquisirono ogni angolo. Presero la sua auto e se ne andarono. Ma Vladislav, un parente, racconta alla Ukrinform che dopo qualche ora sono tornati per la seconda volta. E da lì in poi la sorte di tutti e tre è stata un mistero». La famiglia – la mamma sindaco. Alexander, il figlio, un ex calciatore del club Seagull Second League. Suo padre Igor, il presidente della squadra di calcio locale Kolos – sparisce nel nulla, come inghiottita dal mistero. Un mistero che il ritrovamento dei corpi di Olga e Alexander, vicini in una fossa. E quello di Igor, ucciso e buttato in un tubo interrato, svela in tutto il suo potenziale di brutalità e choc.

 

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