Oltraggio a Norma Cossetto in Campidoglio, Meloni contro Gualtieri: “Sei complice”

15 Apr 2022 17:13 - di Marta Lima

“Fratelli d’Italia chiede al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e al presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi, di prendere immediatamente le distanze dalle ignobili parole pronunciate ieri da un esponente della loro maggioranza nei confronti della memoria di Norma Cossetto, la giovane istriana seviziata, violentata e barbaramente uccisa dai partigiani comunisti di Tito. Durante la seduta del Consiglio municipale, questo signore ha citato sedicenti fonti storiche ‘indipendenti’ per mettere in dubbio e negare il terribile stupro subito da Norma. È scandaloso che nessuno a sinistra, a partire dal Sindaco e dal Presidente del Municipio, abbia ancora ritenuto di dire una parola per condannare questa indecenza. Chi rimane in silenzio è complice”. Parole durissime, quelle del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che arrivano a oltre 48 ore dalle parole del consigliere Auer, mai stigmatizzate dal sindaco Gualtieri e neanche dal presidente del Consiglio comunale.

Norma Cossetto e i silenzi di Gualtieri sulle parole di Auer

Ma cosa aveva detto il consigliere di sinistra Federico Auer? Ecco il virgolettato. “Una persona che sicuramente non era una combattente ma certamente apparteneva a una famiglia fascista. Questo è storicamente accertato. La ricostruzione della sua vicenda storica è tutt’altro che certa. Io ho approfondito e ci sono molte fonti che mettono in dubbio la narrazione fatta da uno storico che ha dichiarato che è stata violentata e trovata nuda. In realtà la storiografia, che i colleghi chiameranno di sinistra, non trova nessuna fonte, né testimoniale, né orale, né fotografica che dimostri come questo è avvenuto”.

L’indignazione dell’associazione degli esuli istriani

”È veramente incredibile che persone che hanno pubblici ruoli e fanno gli amministratori siano troppo frequentemente superficiali, privi di rispetto e sensibilità per gli altri e, ahimè, anche poco formati su argomenti soprattutto di tipo storico e civile. È quanto si è potuto riscontrare durante la riunione del consiglio del Municipio I di Roma capitale, ieri, quando il consigliere Auer ha effettuato un goffo quanto rude intervento in merito alla proposta di intitolazione di una targa nel Municipio medesimo intestata a Norma Cossetto: martire delle foibe, qualora non lo ricordasse. Quanto udito dalle parole stesse del consigliere è sconcertante, oltre che di pessimo gusto e denota mancanza di rispetto per una giovane donna che prima di essere gettata in foiba fu barbaramente brutalizzata”. Lo sottolinea Donatella Schürzel, vicepresidente vicario nazionale e presidente del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Le farneticazioni della sinistra sulle Foibe

”Ma si rende conto di ciò che ha detto, Auer, quando ha chiesto ad altri consiglieri, nella fattispecie di Fdi che protestavano animatamente, se loro si fossero trovati lì e avessero visto quanto avveniva?? Ha sostenuto che non ci sono prove…adducendo pseudo studi di pseudo storici che nulla hanno di scientifico (parliamo di un collettivo di matematici e di persone che si interessano di storia, ma certo non sono degli storici), ma dal suo punto di vista fonti valide e riconosciute, senza considerare che non è solo perché lo dice qualcuno a cui piacciono, che determinate fonti siano ritenute valide e riconosciute – aggiunge – Se si fa storia seriamente, non è questo il modo di procedere! Al contrario, invece, di quanto sostenuto dall’attento consigliere ci furono già al tempo del fatto efferato delle testimonianze di persone del luogo, per non parlare di quanto testimoniato e visto direttamente coi propri occhi dai pompieri che effettuarono i recuperi di molte povere vittime, tra cui la Cossetto. Sul suo corpo erano chiari ed evidenti i segni delle violenze subite, cosa peraltro vista e testimoniata sino a qualche anno fa, quando era ancora in vita, da Licia Cossetto, sorella di Norma, che fu presente alla riesumazione”.

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