“Non ti staccherò gli occhi di dosso”, studentesse accusano il prof di molestie sessuali: ci provoca dolore

venerdì 22 Aprile 19:35 - di Prisca Righetti
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Il prof le provocava, insinuando e molestando le studentesse con frasi e atteggiamenti equivoci, da anni. Fino a causare in loro dolore e disagio. L’ultima vicenda di un professore che molesta un alunna arriva da Siena. L’indagine sul docente, accusato di molestie sessuali sulla studentessa di un liceo – in cui è ancora in servizio – scuote la comunità scolastica della città. E si aggiunge al drammatico elenco di precedenti che stigmatizza il ripetersi di condotte lesive, che offendono il corpo e mortificano l’animo. Il caso parte dal 2020 quando in un video pubblicato da un gruppo di studentesse della scuola si sottolineava come gli atteggiamenti del professore provocassero loro dolore e disagio. La denuncia non ha avuto seguito ma le ragazze sono andate avanti, fino a quando, a fine 2021, una di loro si è rivolta all’associazione Donna Chiama Donna.

Siena, prof accusato di molestie sessuali dalle studentesse di un liceo

Dunque, è stato reso noto solo questa mattina, con una conferenza stampa dell’associazione Donna Chiama Donna, il caso di presunte molestie sessuali a danno di una ragazza, da parte di un insegnante del Liceo artistico Duccio di Boninsegna di Siena. Una denuncia precisa che fa però emergere come il docente avrebbe molestato nel tempo anche altre studentesse con pesanti commenti. La vittima che ha deciso di denunciare oggi, invece, ha concluso il suo corso di studi ma ha voluto comunque fare questo passo. Sostenuta dai suoi compagni. E armata della volontà di rendere esplicito il suo malessere. E denunciarne motivazioni e presunto responsabile.

Comportamenti inadeguati del prof: sos delle alunne a un’associazione che lo gira alla scuola

Come anticipato in apertura, il caso parte dal 2020, quando in un video pubblicato da un gruppo di studentesse della scuola si sottolineava come i comportamenti del professore provocassero loro umiliazione e disagio. Con parole e atteggiamenti offensivi e provocatori – che riporta Repubblica in un servizio sul caso – che il prof esplicitava apertamente e liberamente per esempio con frasi del tipo: «Non vedo l’ora di vedere il tuo vestito all’esame». «Non sentirti in imbarazzo se non ti staccherò gli occhi di dosso». E poi «Bella la foto con la finestra. Bella te soprattutto», «Se eri scalza e hai tagliato i piedi non ti amo più». Decine di messaggi. Di commenti. E di provocazione plateali, rilanciati sia in classe che sui social.

L’associazione punta il dito anche sulla scuola per «mancata protezione degli allievi»

La denuncia non ha avuto seguito nell’immediato, ma le ragazze sono andate avanti. Fino a quando, a fine 2021, una di loro si è rivolta all’associazione Donna Chiama Donna. Che il 27 gennaio scorso tramite il legale Claudia Bini ha inviato una pec alla dirigente scolastica. Alla direzione regionale. E a quella provinciale della pubblica istruzione, nella quale si spiegava che «il professore aveva comportamenti sessualmente e molesti e inadeguati con le studentesse». Sottolineando peraltro come ci fosse «una diretta responsabilità della scuola sulla mancata protezione degli allievi». Chiedendo, contestualmente, «immediate misure necessarie» per la loro protezione.

La segnalazione arriva alla procura della Repubblica di Siena

Contemporaneamente si sono mossi anche studenti e studentesse. In 49 hanno scritto al dirigente scolastico chiedendo provvedimenti. La stessa dirigente, sollecitata da Donna chiama Danna, dopo una serie di controlli ha infine inviato la segnalazione dello scorso gennaio alla procura della Repubblica di Siena per le indagini di competenza sul professore ancora in servizio. «La Procura farà quello che deve – commenta l’avvocata Bini –. Però, al di là di una eventuale condanna del professore, a noi interessa che le scuole si facciano carico del problema e proteggano le ragazze. In ogni caso una ragazza che subisce cose del genere deve parlarne e non vergognarsi. Piuttosto si vergognino gli adulti che molestano».

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