Rissa tra Letta e Santoro sulla “resistenza ucraina”. Il giornalista stronca il Pd: “Biden vi piace tanto…” (video)

1 Apr 2022 9:11 - di Robert Perdicchi

Enrico Letta si è affidato a Corrado Formigli per rispondere alla lettera aperta che ieri Michele Santoro gli aveva indirizzato, muovendogli critiche feroci sulle posizioni ipocrite assunte dal Pd sulla guerra in Ucraina. Fermo restando la condanna dell’invasione da parte di Putin, Santoro ha fatto le pulci all’americanismo cieco di Letta e alla deriva censoria del Pd nei confronti di chi esprima posizioni in dissenso dal mean streaming ufficiale, e non solo Orsini, ovviamente, cacciato dalla Rai. Letta imputa a Santoro una mancanza di considerazione per la “resistenza ucraina”, Santoro ironizza sulle parole retoriche e chiede al segretario del Pd: “Perché non è andato a fare la resistenza quando hanno bombardato Baghdad?”. Così, ieri sera, sulla Sette, è andata in scena la rissa a distanza, a Piazza Pulita, tutta interna alla sinistra, tra una storica voce del giornalismo italiano e il leader del partito dei draghiani italiani.

Santoro e Letta ai ferri corti sulla guerra

“Se abbiamo fatto errori in passato, il primo è nell’aver sottovalutato per anni la natura di Putin e dopo il 2014 l’aggressività di un regime che invadeva Paesi sovrani, soffocava il dissenso e violentava la verità”, scrive Enrico Letta in una lettera aperta a Michele Santoro su pluralismo e guerra in Ucraina data ieri sera a Piazza Pulita. Una risposta alla lettera di Santoro nella quale si diceva, testualmente: “Caro segretario Letta, vedo Lei e Draghi avvolgersi nella bandiera dell’Ucraina aggredita e rimanere inerti. Non avete pronunciato una sola parola per l’incredibile invito all’escalation di Biden. In compenso siete attivissimi nel ridurre al silenzio qualunque voce fuori dal coro. In nome della libertà avete steso sull’informazione un velo di uniforme conformismo che nemmeno ai tempi di Berlusconi. La Rai fa pena: il dolore dei civili scorre nei video come un flusso senza punti interrogativi. Non si deve certo nascondere il dolore, come fa Putin con le sue televisioni…”.

La censura del Pd e la Rai ingessata

Letta, ieri, ha replicato così, respingendo le accuse di censura: “Bisogna dire con chiarezza quanto pervasiva sia stata per anni e anni in Occidente la propaganda di Putin. Davvero avvaloriamo una par condicio delle fonti che mette sullo stesso piano la Tass e Reuters? Sputnik e Le Monde o il Guardian? L’ultimo dei media occidentali ha una credibilità infinitamente più alta di quelli che sono solo portavoce di Putin nella propaganda di Stato – scrive Letta – E a proposito di pluralismo: in Russia c’è un regime che i giornalisti li ammazza e i dissidenti li incarcera; l’Italia è certamente il Paese europeo dove più intenso è il dibattito e dove le voci critiche rispetto alle scelte del governo hanno più spazio rispetto a quelle favorevoli”.

“L’indignazione – aggiunge il segretario dem -, più che a un maccartismo immaginario, la continueremo a riservare a un’aggressione che in una notte, tra il 23 e il 24 febbraio scorsi, ha portato milioni di ucraini a non svegliarsi più in casa propria. Che ha causato la morte di migliaia di civili ucraini e di migliaia di giovani militari russi. Persone che hanno terminato la propria esistenza per colpa, prima di tutto, dell’imperialismo di Vladimir Putin e del suo regime”.

Santoro replica: “Dibattito? Il Pd è l’unico Agorà chiuso, dove potete parlare solo voi. E la Rai? Un telegiornale unico, dove è vietato dire qualcosa di diverso da ciò che esprimono le forze di maggioranza. In Rai, ormai, l’unico dibattito che si fa è sulla compagna di Montalbano che lo ha lasciato…”.

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