Fratelli d’Italia, la conferenza programmatica a Milano dal 29 aprile al 1° maggio

lunedì 4 Aprile 19:36 - di Alessandra Danieli

Fratelli d’Italia avanti tutta. Nei sondaggi ma anche nella definizione della rotta. Nella riorganizzazione interna. L’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, convocato oggi in videoconferenza, ha stabilito le prossime mosse. E il presidente Giorgia Meloni ha annunciato la celebrazione della conferenza programmatica del partito. Sarà una tre giorni intensa che si celebrerà dal 29 aprile al 1° maggio a Milano presso il ‘MiCo, il Milano Convention Centre’. La kermesse – secondo quanto è emerso durante la riunione dei big di FdI – sarà utile a raccontare i progetti di quello che oggi viene considerato dalle rilevazioni demoscopiche il primo partito italiano. E che vuole gettare le basi per un futuro governo conservatore, in vista delle prossime elezioni politiche nel 2023.

Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia

La sede della conferenza non è casuale. La scelta del capoluogo lombardo, si ragiona in FdI, rappresenterebbe anche un segnale di vicinanza e sostegno al mondo economico, produttivo e industriale italiano. Proprio in una stagione di grande difficoltà per le imprese. Per l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Il programma della conferenza programmatica è ancora in via di definizione. Certamente la tre giorni  vedrà la partecipazione di testimonial ed esponenti di primo piano a livello nazionale ed internazionale. Nelle prossime settimane sarà presentato ufficialmente il calendario dei lavori. E e verranno resi noti i nomi dei tanti ospiti illustri coinvolti.

La risposta occidentale alle aggressioni di Mosca

Nel corso della riunione, oltre che sulla conferenza programmatica del partito, i riflettori si sono accesi sullo scenario internazionale e le drammatiche vicende belliche. La Meloni ha ricordato e ribadito la posizione ufficiale espressa da Fratelli d’Italia sulla guerra in Ucraina. Con il voto compatto a favore dell’impegno del governo Draghi. E ha richiamato tutti alla necessità di immaginare un meccanismo di compensazione a livello occidentale sull’impatto delle sanzioni comminate alla Russia.

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