Distrutta la fabbrica dei missili Neptune che hanno colpito l’incrociatore Moskva

16 Apr 2022 11:24 - di Paolo Lami

È arrivata la reazione russa all’attacco missilistico che ha provocato l’affondamento dell’incrociatore Moskva colpito nel Mar d’Azov da un missile ucraino Neptune e poi colato a picco mentre veniva rimorchiato per essere trasferito in porto per le riparazioni.

Mosca ha bombardato per ritorsione la fabbrica che produce i missili Neptune, vicino Kiev, distruggendola completamente.

“Come risultato dell’attacco all’impianto di costruzione di missili ‘Vizar’ di Zhulyansky, le officine per la produzione e la riparazione di sistemi missilistici antiaerei a lungo e medio raggio, così come i missili antinave, sono stati distrutti”, ha detto il ministero russo.

L’Ucraina aveva sostenuto di aver colpito l’incrociatore Moskva, considerata la nave ammiraglia della flotta del Mar Nero, utilizzando, appunto, un Neptune.

Mosca aveva ribattuto, invece, che era semplicemente scoppiato un incendio a bordo, precisamente nel deposito munizioni della nave e che l’incrociatore sarebbe stato portato in riparazione. Ma durante il trasferimento la Moskva è affondata a causa, secondo la Russia, di una tempesta. E venerdì è arrivata la minaccia di ritorsioni: ci sarebbero stati nuovi attacchi alla capitale ucraina. Così è stato.

Un giornalista dell’Afp, l’agenzia France-Presse avrebbe verificato il risultato dell’attacco notturno portato da Mosca alla fabbrica dei Neptune: sia lo stabilimento produttivo missilistico ucraino che gli edifici amministrativi dell’impianto Vizar, che si trova nei pressi  dell’aeroporto internazionale Zhuliany di Kyiv, sono stati seriamente danneggiati dall’ incursione russa.

La Russia aveva annunciato in precedenza di aver usato missili a lungo raggio Kalibr partiti dal mare per colpire la fabbrica, che secondo il produttore statale di armi ucraino Ukroboronprom produceva, appunto, i famosi missili Neptune.

“Ci sono stati cinque colpi. Il mio dipendente era nell’ufficio ed è stato buttato a terra dall’esplosione“, ha detto all’Afp, Andrei Sizov, il 47enne proprietario di un laboratorio di legno che si trova nei pressi.

“Ci stanno facendo pagare la distruzione della Moskva“, ha detto.

Quello contro la fabbrica dei Neptune è stato il primo grande attacco russo intorno alla capitale ucraina nell’arco di due settimane.

Il governatore della regione meridionale di Odessa, Maxim Marchenko, aveva detto che l’incrociatore russo, lungo 186 metri, era stato colpito da missili ucraini Neptune mercoledì.

La Moskva ha guidato lo sforzo navale della Russia nel conflitto di sette settimane. E le circostanze intorno al suo affondamento e il destino del suo equipaggio di 510 persone restano tuttora al centro di vesrioni congtrastanti.

Il ministero della difesa russo aveva sostenuto  che l’esplosione sulla nave era il risultato dell’incendio nel deposito munizioni e che il danno risultante aveva poi causato la “perdita di equilibrio” mentre veniva rimorchiata in porto giovedì.

“Il numero e la progressione degli attacchi missilistici contro obiettivi a Kiev aumenteranno in risposta a qualsiasi attacco terroristico o sabotaggio commesso dal regime nazionalista di Kiev sul territorio russo“, ha ammonito il ministero della difesa russo.

E stamattina, ha detto ai giornalisti il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, Igor Konashenkov, l’esercito russo ha colpito un’altra fabbrica militare a Kiev.

Nel raid condotto con missili ad alta precisione sono stati distrutti 16 obiettivi nemici, tra cui equipaggiamento, depositi e arsenali.

Colpita anche un’installazione per la riparazione di attrezzature militari a Mykolaiv.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *