Covid, allarme dei medici: si teme un’altra variante. “Strani sintomi”. Ecco quali sono e quando preoccuparsi

7 Apr 2022 17:03 - di Lucio Meo
Un ritorno di Delta? La vecchia Alfa? Un nuovo ceppo e una nuova variante?

Covid e sintomi nuovi: ecco i principali

Vertigini, importanti sintomi gastrointestinali e doppie, triple infezioni, anche in soggetti vaccinati, è un primo elenco fatto in questi giorni da Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione nazionale dei medici di famiglia. “Nelle ultime settimane stiamo riscontrando caratteristiche un po’ diverse da quelle delle ondate precedenti. La febbre è sempre presente ma negli ultimi casi osservati è più alta e dura almeno un paio di giorni” osserva Scotti “sembra che alcuni sintomi abbiano guadagnato intensità, come quelli gastrointestinali e il mal di testa”.

Alla luce della diffusione delle mutazioni Omicron che hanno provocato la risalita dei casi in Europa, il National Health Service britannico ha aggiunto altri sintomi all’elenco dei disturbi provocati dalla malattia. Oltre a febbre, tosse continua e perdita di olfatto e gusto, anche fiato corto, sentirsi stanchi o esausti e la sensazione di corpo dolorante, perdita di appetito, diarrea e sentirsi genericamente poco bene male.

La preoccupazione più grande è l’incidenza, sottolinea Scotti, “quando il virus entra in una famiglia tutti i soggetti vengono contagiati. In questo momento il 30% dei miei pazienti sono positivi”. Un dato allarmante è lo “shift generazionale”, ovvero lo spostamento dell’infezione verso i soggetti più anziani, i pazienti più vulnerabili.

La variante XE e i suoi misteri

La nuova variante Xe è più pericolosa? I sintomi sono gli stessi? Durata e incubazione cambiano? Xe è classificata come una variante ricombinante di Omicron 1 e 2. “Non sembra più aggressiva, più mortale e più patogenetica”, sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. E anche la maggiore contagiosità va approfondita. L’Oms ha infatti fatto sapere che le prime stime su questa mutazione suggeriscono che potrebbe essere il 10% più contagiosa di Omicron 2, ma “questo dato richiede ulteriori conferme”. Secondo l’ultimo report dell’Oms, la sottovariante Omicron 2 (BA.2) di Sars-CoV-2 è ormai dominante e arriva a sfiorare il 94%.

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