Rita Dalla Chiesa zittisce la Lucarelli: “Giletti rischia in prima persona. Meglio restare in studio?”

21 Mar 2022 13:12 - di Davide Ventola
Dalla Chiesa Lucarelli

Rita Dalla Chiesa scende in campo in difesa di Massimo Giletti dopo le feroci critiche social al conduttore di Non è L’Arena’, che ieri sera ha condotto la trasmissione da Odessa, accusato di aver mostrato immagini di cadaveri sulla strada ”solo per fare audience”. ”Molti inviati escono a fare collegamenti con il coprifuoco e rischiano’”, scrive su Twitter la Dalla Chiesa rispondendo a Selvaggia Lucarelli che in un tweet insinua che l’inizio della trasmissione non era in diretta ma registrato.

E ancora sempre rivolgendosi alla Lucarelli aggiunge: ”Meglio leggere le agenzie in studio, vero? Ma pochi hanno le palle di andare dove si sta combattendo una guerra odiosa, inaccettabile. E di far ‘vedere’ la morte che questa guerra produce. Vicina a tutti gli inviati che rischiano la loro vita sotto le bombe”.

Infine a chi accusa Giletti  (inclusa la Lucarelli) di aver mostrato quelle immagini solo per fare share la Dalla Chiesa risponde: ”C’è qualcuno, in televisione, che non vada in video per gli ascolti? Lui, stando sul posto, non legge solo le agenzie. Non fa rischiare solo gli inviati. Rischia in prima persona”, conclude.

Dalla Chiesa alla Lucarelli: “Tutti in tv pensano agli ascolti”

“A Odessa c’è il coprifuoco dalle 20 (lì sono 1 ora avanti). Come faceva Giletti a stare per strada? O lo ha violato o l’inizio era registrato”. Così aveva scritto Selvaggia Lucarelli sulla diretta di ‘Non è L’Arena’ trasmessa ieri sera da Odessa, la città assediata dai russi in Ucraina. La trasmissione ha scatenato violente polemiche sui social per i servizi che hanno mostrato cadaveri ai bordi delle strade. ”La cosa più inquietante – aveva scritto poco prima la giornalista – è che vedi Giletti a Odessa che dovrebbe raccontare la guerra e improvvisamente sembra tutto il set di un film di serie B”. La Lucarelli non è nuova a interpretazioni suggestive.

Le teorie da barzelletta della blogger: per lei il Covid era arrivato da Rimini

Compie due anni la bufala sul Covid arrivato in Italia attraverso la fiera del gelato di Rimini. La Lucarelli, in un articolo uscito sul web nel marzo 2020, scriveva di “una strana coincidenza che lega la città cinese di Wuhan (dove è scoppiata l’epidemia) a Codogno”, il comune che ha registrato il primo focolaio di Covid-19 in Italia. Un legame che passa da Rimini. Un’azienda di Wuhan era presente al Sigep, la fiera del gelato che si è svolta dal 18 al 22 gennaio, e “si trovava in un padiglione a poca distanza dalla Pomati group, azienda di Codogno che produce macchine per fare il cioccolato”. Per la Lucarelli si trattava di “una pista epidemiologica interessante”. Una bufala che avrebbe potuto avere ripercussioni pesanti, ma che per fortuna pochi hanno preso sul serio. Insomma, due anni fa era un’esperta virologa, oggi sa tutto di geopolitica. Complimenti a lei e a chi le dà ancora credito.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *