Putin costretto a ripiegare: ora si accontenta del Donbass. Truppe allo stremo, defezioni in aumento

26 Mar 2022 13:21 - di Alessandra Danieli

Lo zar Putin in difficoltà? Da Kiev arrivano notizie di truppe russe allo stremo, senza vivere e decimati. Dal Cremlino, va da sé, si ripete che l’operazione speciale, guai a chiamarla guerra, procede a gonfie vele. E che il cambio di strategia non è un ripiego ma un calcolo programmato. Mosca fa sapere che entro poche settimane l’obiettivo verrà raggiunto. Tutto finito a maggio.

Putin ripiega: a maggio tutto finito

Altro che guerra-lampo. Dopo un mese di combattimenti, a Kiev, a Kherson e in altre città si moltiplicano i pezzi di territorio riconquistati. E strappati dagli ucraini alle truppe russe. La semi-Caporetto inaspettata avrebbe spinto il Cremlino  ad annunciare a sorpresa che intende ridimensionare i suoi obiettivi militari. Niente “denazificazione” dell’Ucraina. Putin potrebbe accontentarsi dei territori in gran parte già conquistati e di puntare alla liberazione del Donbass. “Le forze di invasione di Vladimir Putin hanno ancora 3-4 settimane di autonomia. Dopodiché non avrebbero più risorse per proseguire le ostilità in Ucraina: niente armi, poco cibo, difficoltà nel rinforzare le truppe, segnate da perdite impreviste. Il piano sul campo è, per questo, già cambiato, rispetto alle previsioni iniziali“, leggiamo in una ricostruzione su Repubblica. “L’analisi è quella – leggiamo- che le intelligence occidentali giovedì pomeriggio, in gran segreto, hanno articolato nel corso di un vertice che si è tenuto e a Roma, a Forte Braschi, la sede dell’Aise, il servizio di intelligence estera. Al tavolo c’era il direttore della Cia, William Burns. Accanto aveva il direttore dell’Aise, il generale Giovanni Caravelli. E i vertici dei servizi di sicurezza esterni inglese, tedesco”.

Al Cremlino ora basta il Donbass

Il generale Sergei Rudskoy definisce la protezione delle popolazioni di Lugansk e Donetsk (le due repubbliche dichiarate autonome soltanto da Mosca), “l’obiettivo prioritario”. Come sempre le novità che arrivano dal Cremlino sono da prendere con cautela. Potrebbero essere un “trappola” o dettate proprio dalle disfatte militari. Secondo varie fonti diplomatiche, come già annunciato, il premier russo  avrebbe già fissato una data per dichiarare la presunta “vittoria”. Il 9 maggio, anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e della vittoria dei sovietici sulla Germania di Hitler. Termine che sarebbe già stato comunicato anche alle truppe.

Kiev ancora sotto assedio

Kiev  continua ad essere sotto attacco. Ma il generale Rudskov le ha definite operazioni per «distrarre» l’esercito ucraino. E dirottarlo dal sudest. Resta l’incognita se Mosca vorrà comunque spingersi oltre, arrivare fino a Odessa. Per chiudere l’accesso al Mar Nero agli ucraini.

Aumentano le defezioni tra le truppe

Ma sembra difficile, a giudicare dalle continue defezioni. L’ultima quell’ inviato speciale di Putin,  Anatolij Chubais. Ai soldati, come è noto,  era stato detto che andavano a fare un’esercitazione. Una volta partiti si sono trovati davanti fucili e le bombe “vere” dei soldati di Zelensky. In guerra a ‘loro insaputa’.

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