Mafia, Gratteri a testa bassa contro Draghi e la Cartabia: «Il governo non fa nulla contro i clan»

21 Mar 2022 13:45 - di Redazione
Gratteri

È durissimo l’attacco di Nicola Gratteri al governo Draghi, a suo dire, abbastanza distratto sul terreno della lotta alla mafia. Il procuratore della Repubblica di Catanzaro è intervenuto in video-collegamento all’incontro “La Calabria e il porto di Gioia Tauro nello scenario competitivo del Mediterraneo“. Un evento organizzato nell’ambito del Regional Day della Calabria a Expo 2020 Dubai. «Purtroppo – ha esordito Gratteri – devo dire che questo governo non ci sta aiutando nel contrasto alle mafie, con scelte che apparentemente c’entrano poco con la mafia. Ci sta aiutando pochissimo. Si stanno facendo provvedimenti pensati e diretti dalla ministra Cartabia che saranno devastanti per i prossimi decenni».

Così Gratteri durante un convegno a Gioia Tauro

Una vera e propria requisitoria, che segue precedenti allarmi  lanciati sempre da Gratteri nella fase di gestazione della cosiddetta riforma Cartabia della prescrizione. Si trattava, in quel caso, di correggere il “fine processo mai” introdotto dalla legge Bonafede. Una brutalità giuridica che di fatto aboliva la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, incatenando un cittadino ad un procedimento giudiziario praticamente a vita La Cartabia lo ha corretto con l’istituto dell’improcedibilità, che se vogliamo è ancora peggio.

Il procuratore: «Spero nelle prossime elezioni»

Il nuovo meccanismo fissa infatti rigidi limiti temporali ai giudizi di impugnazione (Appello e Cassazione) pena – appunto – l’improcedibilità dell‘azione penale. Ma così configura una resa dello Stato. Ma torniamo alla lotta alla mafia, che è il vero obiettivo dell’intemerata del magistrato calabrese. «Temo – ha detto ancora Gratteri – che con questo governo sul piano della sicurezza e sul piano del contrasto alle mafie non si andrà da nessuna parte». Il procuratore di Catanzaro non fa mistero di puntare nell’esito delle prossime elezioni. «Spero – ha detto – in un governo che abbia una visione sulla sicurezza ma soprattutto sulla trasformazione delle mafie. Quelle nuove non sparano e non uccidono ma comprano tutto ciò che è in vendita. Soprattutto le persone».

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