La guerra finirà per il 9 maggio: così i superiori ai soldati russi. Prova muscolare o fuga dal Vietnam ucraino?

venerdì 25 Marzo 16:10 - di Lorenza Mariani
soldati russi

Forse è una tattica motivazionista. Magari una mossa propagandistica del Cremlino. O, più plausibilmente, l’estremo tentativo dello zar in difficoltà di salvare la faccia. Fatto sta che, dopo giorni di rumors e indiscrezioni, oggi Sky News riferisce che i soldati russi stanno ricevendo dai loro superiori l’indicazione che la guerra in Ucraina finirà entro il 9 maggio. Una notizia che i militari ucraini valutano alla luce di un «costante lavoro di propaganda in corso nel personale delle forze armate russe». Un dato circostanziato. Con data e scenografia finale annunciati con la conclusione dell'”operazione militare speciale” voluta da Putin in Piazza Rossa, alla sfilata militare nel giorno della ricorrenza della capitolazione della Germania nazista nella seconda guerra mondiale.

Ucraina: media, «soldati russi informati della fine della guerra entro il 9 maggio»

Mentre le truppe russe incrudeliscono la portata degli attacchi nelle città satellite intorno a Kiev. Anche con il ricorso a bombe al fosforo bianco, secondo la denuncia del sindaco di Irpin, che ne ha parlato già il 22 marzo, sottolineando come questo tipo di ordigni siano vietati dalla Convenzione di Ginevra (il fosforo bianco è un solido molecolare che a contatto con l’ossigeno dell’aria produce anidride fosforica che disidrata tutto quello che trova, producendo acido fosforico. Distrugge quindi tutti i tessuti organici). E con l’Armata rossa in gravi difficoltà, dotata di mezzi – quelli che restano dopo gli scontri con i militari ucraini – che cadono a pezzi e con la fabbrica che li produce bloccata dalla sanzioni internazionali. Quella che Putin si ostina a chiamare una «operazione speciale delle forze russe», si sta rivelando un’impresa tutt’altro che rapida e efficace.

Prova muscolare di Mosca? O disperato tentativo di Putin di salvare la faccia?

Ma per salvare almeno la faccia la propaganda non può bastare: neanche se proposta nella sua versione d’antan: più plateale e mistificatoria possibile. Quella, insomma, tanto in voga nelle repubbliche socialiste sovietiche. Pertanto, nonostante l’avanzata dell’esercito di Mosca in Ucraina prosegua instancabilmente, suscita non poco clamore la notizia secondo cui – nonostante le notizie sui problemi affrontati dalla truppe russe a Kiev – i soldati mandati al fronte da Putin sarebbero stati informati dai loro superiori che la guerra dovrebbe finire entro il 9 maggio. Lo riporta Sky News, aggiungendo che le forze armate ucraine ritengono che sia «in corso un costante lavoro di propaganda tra le forze armate della Federazione Russa» che fa riferimento proprio alla data in cui in Russia, ogni anno, si celebra con una parata militare il Giorno della Vittoria: in memoria della capitolazione della Germania durante la Seconda Guerra Mondiale.

I militari russi impantanati nel Vietnam ucraino

Solennizzare in casa, nella piazza simbolo della capitale, e definitivamente, i «successi degli eroici militari russi»: sarebbe questo l’input che potrebbe sancire la fine delle ostilità. E il rientro delle forze armate russe dopo l’invasione in Ucraina. E allora: un’ultima prova muscolare di Mosca? O semplicemente un disperato tentativo del presidente russo di salvare la faccia e riportare a casa i militari impantanati nel Vietnam ucraino? Al momento non ci sono commenti o notizie che confermino o smentiscano la notizia in circolazione: Certo è che la possibilità di un “tutti a casa il 9 maggio” al momento collima con precisione con il quadro militare e il bollettino di guerra. Con l’ultimo rapporto della Difesa britannica che indica come le forze russe «stanno lottando per superare le sfide poste dal territorio ucraino» e «sono bloccate» nella loro avanzata.

I dati del Ministero della Difesa di Mosca sui soldati russi morti in Ucraina

Resoconti che, di sicuro combaciano con quanto riferisce oggi lo Stato maggiore ucraino, affermando che alcune unità di Mosca si sarebbero spostate all’interno del confine russo dopo aver perso oltre la metà dei propri effettivi. Riparando in ritirata proprio da alcune aree a seguito delle pesanti perdite subite. E che, assai presumibilmente, neppure in linea teorica i racconti dal fronte e gli aggiornamenti del bollettino di guerra, potrebbero trovare corrispondenza nei dati sui soldati russi uccisi dall’inizio dell’invasione, che ha fornito il ministero della Difesa russo. E che l’agenzia russa Tass ha riportato. Numeri che indicano in 1.351 i militari di Mosca morti fin qui e di 3.825 feriti. Un numero che contrasta con quello fornito dallo Stato maggiore delle forze ucraine. Che oggi ha sostenuto che i militari russi caduti fin qui, sarebbero almeno 16.100.

Kiev: «Le linee del fronte tra le due parti sono “praticamente congelate”»

E anche se le forze russe continuano l’assedio di Kharkiv e Sumy. Mentre alcune unità sembrerebbero prepararsi a una nuova offensiva contro Izyum, nella regione di Kharkiv. E nonostante Mosca riesca a mantenere una parziale continuità territoriale tra la regione russa di Rostov, lungo il confine ucraino, e la penisola dell’Ucraina, annessa alla Russia nel 2014. Sta di fatto che, a un mese dall’invasione russa, le linee del fronte tra le due parti sono «praticamente congelate». Come non ha mancato di ribadire Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

 

 

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