La Corte Suprema Usa ripristina la pena di morte per giustiziare il terrorista ceceno Dzhokhar Tsarnaev

venerdì 4 Marzo 19:28 - di

Con una decisione appoggiata dalla maggioranza composta dai sei giudici di orientamento conservatori, e contestata dai tre liberal, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di ripristinare la condanna a morte per Dzhokhar Tsarnaev, il ceceno responsabile dell’attentato alla maratona di Boston che nel 2013 provocò la morte di 3 persone e il ferimento di centinaia.

La Corte ha dunque rovesciato la decisione del giudice di grado inferiore che aveva annullato la pena capitale per Tsarnaev.

Dzohkhar Tsarnaev ha commesso crimini orribili – ha scritto il giudice Clarence Thomas nella sentenza. – Il sesto emendamento gli ha garantito un processo equo davanti ad una corte imparziale, e lo ha avuto”.

Nel 2015 un giudice di appello aveva invece messo in discussione l’imparzialità della giuria.

L’attentato di Boston progettato da Dzhokhar Tsarnaev e dal fratello Tamerlan, 26 anni, ucciso dalla polizia in uno scontro a fuoco, avvenne il 15 aprile del 2015, e fu causato da due ordigni piazzati dai due ceceni in prossimità del traguardo, su Boylston Street, ad una distanza di circa 200 metri l’uno dall’altro una bomba davanti al negozio Sport Marathon, l’altra un isolato più in là, esplodendo con un ritardo di 12 secondi. Insomma una trappola ben congegnata che ammazzò 3 persone e né ferì 264.

Tamerlan venne ucciso in uno scontro a fuoco mentre il fratello Dzhokhar Tsarnaev riuscì a fuggire e si nascose all’interno di un motoscafo tirato a secco nel retro di una casa di Watertown.

Fu il proprietario della casa, uscito a fumare una sigaretta in giardino, ad accorgersi di alcune macchie di sangue a terra, lanciando poi l’allarme dopo aver visto il corpo insanguinato di Dzhokhar Tsarnaev.

Ls conferma che in quel motoscafo era nascosto l’attentatore della maratona di Boston che aveva fatto 3 morti e 264 feriti arrivò dalle telecamere termiche di un elicottero.

Dzhokhar Tsarnaev fu stanato dalla polizia, con le flash bang e, quindi, con un’estenuante trattativa condotta da un negoziatore.

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