Il figlio di Crisanti candidato a Padova a sostegno del sindaco dem. Il padre: lui è persona di grande qualità

giovedì 31 Marzo 16:41 - di Redazione
Crisanti

I virologi in politica non sono una novità. L’intreccio tra pandemia e politica va avanti da due anni e se ci sono politici che cercano di trarre vantaggio e consensi dalle paure che il Covid ha provocato è normale che anche i virologi star siano tentati dal salto nell’agone politico.

C’era già stato il precedente di Luigi Lopalco, candidato con una lista a sostegno di Emiliano e  chiamato a collaborare dalla Regione Puglia per le emergenze epidemiologiche. Poi, interpellati in merito, sia Matteo Bassetti che Fabrizio Pregliasco, hanno risposto con un “mai dire mai”. Insomma non escludono di fare il gran passo.

E ora si apprende che il figlio di Andrea Crisanti, Giulio Eugenio, è candidato con una lista civica a Padova. Ma il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, dice di aver scoperto da pochissimo i dettagli di questa sua scelta.

Lo ha spiegato a Rai Radio1, ospite di ‘Un Giorno da Pecora‘: “La sua lista appoggia il sindaco, io non sapevo nulla, Giulio Eugenio non mi aveva detto nulla”. Ha fatto bene a candidarsi? “Quello che posso dire – ha replicato Crisanti – è che con lui la lista si arricchisce di una persona di grande qualità e rigore morale”.

Lo stesso Andrea Crisanti aveva raccontato di aver ricevuto proposte di candidatura da Pd e M5S. Proposte che il virologo non aveva accettato. A conti fatti, dunque, nonostante le tante accuse da sinistra alla destra di voler cavalcare l’ondata di scontento creato dalle restrizioni anti-Covid, a cominciare dalle manifestazioni contro il green pass, fino ad oggi i virologi scesi in campo lo hanno fatto solo da una parte. Quella del Pd.

Di Andrea Crisanti si era parlato di recente, al di là della pandemia, perché il virologo ha acquistato una dimora storica secentesca sui Colli Berici. Villa Priuli Custoza, realizzata da Vincenzo Scamozzi, allievo di Palladio.

“Era da lungo tempo – aveva raccontato il professore al Corriere del Veneto – che mia moglie ed io cercavamo una dimora di questo tipo e finalmente siamo riusciti ad acquistare una casa storica che obiettivamente era intatta”.

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