Il Consolato ucraino su Facebook: porta aperte ad aspiranti legionari. Poi rimuove il post: è giallo

mercoledì 2 Marzo 18:56 - di Roberto Frulli
Meloni Ucraina

È un giallo il post messo su Facebook il 28 febbraio scorso dal Consolato ucraino di Milano e poi rimosso questo pomeriggio in cui si esortano gli “aspiranti legionari” a farsi avanti per arruolarsi e andare a combattere contro l’Esercito russo in Ucraina.

“Le porte del Consolato generale d’Ucraina a Milano sono aperte agli aspiranti legionari“, recitava il post poi tolto dopo due giorni.

Nel ringraziare “tutti coloro che si sono rivolti al Consolato con la richiesta di unirsi ai ranghi della Legione straniera della difesa territoriale dell’Ucraina“, il post elenca i passaggi per potersi arruolare.

“Il primo passo dell’iter – si legge – è un colloquio del candidato residente nel Nord Italia con il console“.

Al colloquio, a cui ci si può presentare senza appuntamento, è necessario portare il passaporto e “documenti confermanti l’eventuale esperienza nel servizio militare/nel servizio delle forze dell’ordine/partecipazione a conflitti armati o altri documenti utili ai fini del colloquio“.

Vi aspettiamo e vi siamo infinitamente grati per l’interessamento”, conclude il post del Consolato dell’Ucraina a Milano lasciando i contatti e-mail e telefonici per chi fosse interessato.

Ma qualcuno deve aver spiegato, sia pure tardivamente, al console dell’Ucraina che l’arruolamento di mercenari è vietato dalla normativa italiana. Ed è punito molto severamente con pene pesantissime. L’articolo 244 del Codice Penale italiano, infatti, parla di pene variabili “da sei a diciotto anni” di reclusione. Ma, avverte il codice, “se la guerra avviene, è punito con l’ergastolo”. Questo vale per “chiunque, senza l’approvazione del Governo fa arruolamenti o compie altri atti ostili contro uno Stato estero in modo da esporre lo Stato italiano al pericolo di una guerra”.

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