Ciro Grillo, processo per stupro al via: battaglia sulle chat. E la moglie di Beppe tra i testi citati

martedì 15 Marzo 14:22 - di Redazione
processo Grillo

Caso Grillo, alle 9.30 di domani mattina prenderà il via il processo per Ciro e i suoi amici: Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, tutti accusati di violenza di gruppo nei confronti di una giovane italo-norvegese. Il presunto stupro agli atti sarebbe avvenuto in una notte di luglio del 2019 in Costa Smeralda, nel residence del comico genovese. Per questo motivo, nonostante dormisse a poca distanza dalla “scena del crimine”. E malgrado, ascoltata dagli inquirenti, la donna abbia sempre detto di aver visto o sentito nulla, la moglie di Beppe Grillo, Parvin Tadjik potrebbe essere chiamata a deporre. La donna, figura infatti nella lista dei testimoni depositata dalla Procura di Tempio Pausania presso la cancelleria del Tribunale. Dunque, qualora la lista fosse accolta, il Procuratore Gregorio Capasso la chiamerà a deporre. Come pure il maestro di kite surf e alcuni investigatori.

Caso Ciro Grillo, processo al via domani

Come riferisce l’Adnkronos, infatti, sono una quarantina i nomi citati dalla Procura. Compresi amiche e amici delle due studentesse ospiti in casa Grillo quella sera. Non solo. La parte civile della ragazza italo-norvegese, che oggi ha 22 anni, che in aula sarà rappresentata dall’avvocatessa Giulia Bongiorno, ha chiesto ci citare anche alcuni giornalisti, come l’inviata del Corriere della Sera Giusi Fasano, e il collega di Repubblica, Fabio Tonacci, in merito ad alcune interviste realizzate in Sardegna. Tra i testi citati, infine, anche il proprietario del B&B dove hanno dormito le due ragazze dopo l’accaduto. Ci saranno, inoltre, dei medici legali che dovranno spiegare quale fosse lo stato di salute delle due ragazze. Intanto, come apprende sempre l’Adnkronos, la Bongiorno ha chiesto al Tribunale di Tempio Pausania di non aprire le porte del processo ai giornalisti. Ma di celebrarlo «a porte chiuse», vista la delicatezza della vicenda.

Processo Grillo, la squadra della difesa degli imputati

Nel frattempo, però, nei giorni scorsi un altro legale degli imputati ha lasciato il mandato. Si tratta dell’avvocato Romano Raimondo, che rappresentava Francesco Corsiglia. Sarà sostituto dalla collega sarda Antonella Cuccureddu del Foro di Sassari. Che difenderà Corsiglia con l’avvocato Gennaro Velle. Il collegio difensivo è composto, poi, da Alessandro Vaccaro per Lauria. Andrea Vernazza ed Enrico Grillo per Ciro Grillo. Ernesto Monteverde e Mariano Mameli per Capitta. Ma cosa accadde quella notte, tra il 16 e il 17 luglio 2019? La giovane era con un’amica, che però non è una testimone oculare perché quella notte dormiva sul divano. E anche lei sarebbe stata vittima di abusi perché mentre dormiva i giovani hanno scattato delle fotografie in atteggiamenti osceni proprio sul suo viso.

Il sospetto che la studentessa sia stata costretta ad assumere la “droga dello stupro”

Agli atti c’è anche una consulenza medico legale da cui emergerebbe il sospetto che la studentessa italo-norvegese fosse stata costretta ad assumere Ghb, la cosiddetta droga dello stupro. Un’ipotesi avanzata dal consulente, il professor Enrico Marinelli dell’Università La Sapienza, specialista in medicina legale, richiesta e depositata dall’avvocata Bongiorno. «In linea puramente teorica – scrive Marinelli nella relazione di una ventina di pagine – non è possibile escludere» che la presunta vittima abbia assunto «cosiddette droghe da stupro, prima o in associazione con l’alcol». Il professore le definisce «particolarmente insidiose» poiché sono «costituite da liquidi inodori e incolori, facilmente mescolabili alle comuni bevande. Anche non alcoliche. Senza che la vittima se ne possa accorgere». Al momento, però, non è stata trovata alcuna conferma.

La battaglia tra accusa e difesa ruota anche su undici trascrizioni, di chat e telefonate

Di contro, per Ciro Grillo e i suoi amici il rapporto con la ragazza sarebbe stato «consenziente». Il professore però scrive che «non può aver espresso un valido consenso al rapporto di gruppo». Perché l’alcol «scemava grandemente la sua capacità decisionale. E annullava la sua capacità di autodeterminazione». La ragazza, come sembra, avrebbe avuto un vuoto di memoria dopo il risveglio. «Un’amnesia senza la perdita di coscienza e la capacità di compiere azioni complesse come conversare, guidare, avere rapporti sessuali e perfino uccidere», dice il professore nella relazione. La battaglia tra accusa e difesa ruota allora anche attorno a undici trascrizioni, di chat e telefonate. Che entreranno nel procedimento a carico di Ciro Grillo, il figlio di Beppe Grillo, e dei suoi tre amici. Si tratta di brogliacci già agli atti, ma mai trascritti. Secondo le parti civili emergerebbero altri particolari «interessanti».

 

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