Ucraina, salta il vertice Usa-Russia. Putin replica a Biden: “Trattiamo, ma nessuna rinuncia”

23 Feb 2022 8:46 - di Mia Fenice
Ucraina

La tensione è alle stelle. Immagini satellitari pubblicate dall’azienda di tecnologia spaziale statunitense Maxar Technologies mostrano quello che viene descritto come un nuovo movimento di truppe e materiali nella Russia occidentale e il movimento di oltre un centinaio di mezzi militari nel sud della Bielorussia, in prossimità del confine con l’Ucraina. Lo riporta il sito della Bbc.

La Casa Bianca: non ci sarà l’incontro Biden-Putin

Nella notte la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki ha comunicato che un incontro tra il presidente Usa Joe Biden e quello russo Vladimir Putin al momento non è in programma. Psaki ha spiegato che gli Usa non «chiuderanno mai completamente la porta alla diplomazia», ma che è necessario un cambiamento di atteggiamento da parte della Russia. I dettagli di un eventuale incontro tra i due presidenti, ha detto Psaki, avrebbero dovuto essere discussi tra i capi delle due diplomazie, il segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che avrebbero dovuto incontrarsi giovedì, ma il loro colloquio è stato cancellato.

Ucraina, Blinken annulla l’incontro con Lavrov

Blinken ha, infatti, annullato l’incontro con Lavrov, che avrebbe dovuto esserci giovedì 24 febbraio per discutere la crisi tra Ucraina e Russia. «La scorsa settimana avevo accettato di incontrare il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov il 24 febbraio, per discutere le preoccupazioni dei nostri Paesi sulla sicurezza europea». Ma il meeting si sarebbe tenuto “solo se la Russia non avesse invaso l’Ucraina“, ha spiegato Blinken. «L’invasione sta iniziando e la Russia ha chiarito il proprio totale rifiuto della diplomazia. Non ha più senso andare avanti con l’incontro a questo punto. Mi sono consultato con i nostri alleati e partner. Tutti sono d’accordo. Ho inviato al ministro Lavrov una lettera per informarlo», ha detto Blinken durante la conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Il passo indietro è avvenuto ieri in una giornata, caratterizzata dalle sanzioni, adottate dagli Usa – come comunicato dal presidente Joe Biden – e dall’Ue. Da Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha posto condizioni all’Ucraina.

Blinken: «La più grande minaccia alla sicurezza in Europa»

L’invasione dell’Ucraina è stato fin “dall’inizio” il piano perseguito da Vladimir Putin, ha detto Blinken. Il piano del leader russo, ha puntualizzato Blinken, è stato «fin dall’inizio invadere l’Ucraina, controllare l’Ucraina e il suo popolo, distruggere la democrazia ucraina, che è in netto contrasto con l’autocrazia che lui guida e rivendicare l’Ucraina come parte della Russia».

Per il capo della diplomazia di Washington, quella in Ucraina è stata una “crisi fabbricata” ed è la “più grande minaccia alla sicurezza in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Ucraina, Biden: «La Russia pagherà un prezzo carissimo»

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha detto che «la Russia pagherà un prezzo carissimo», annunciando le sanzioni di Washington nei confronti della Russia che colpiscono sia le banche che le «le élite con i loro familiari».

«Ieri Vladimir Putin ha riconosciuto due regioni dell’Ucraina – Donetsk e Lugansk – come Stati indipendenti. In parole povere, la Russia ha annunciato che si sta prendendo una grossa fetta dell’Ucraina. Putin ha autorizzato le forze armate russe a schierarsi in queste regioni. Oggi, ha detto che queste regioni si estendono oltre le due aree che ha riconosciuto, rivendicando ampie zone attualmente sotto l’autorità del governo ucraino», ha detto Biden.

«È l’inizio di un’invasione russa dell’Ucraina»

«Questo è l’inizio di un’invasione russa dell’Ucraina. Crediamo che la Russia voglia andare oltre, spero di sbagliarmi. Potrebbe addirittura marciare verso Kiev. Inizierò ad imporre sanzioni in risposta, ben al di là dei passi che con i nostri alleati e partner abbiamo intrapreso nel 2014. Se la Russia si spinge oltre con la sua invasione, siamo pronti ad andare avanti con le sanzioni. In nome di chi – ha affermato Biden – Putin si sente in diritto di riconoscere nuovi stati su territori che appartengono ad uno stato confinante? È una violazione evidente del diritto internazionale e richiede una risposta netta dalla comunità internazionale».

«Non vogliamo combattere contro la Russia»

Il presidente degli Stati Uniti ritiene che “nulla nel lungo discorso di Putin” tenuto lunedì «indichi interesse nella reale ricerca del dialogo sulla sicurezza europea. Ha attaccato in maniera diretta il diritto dell’Ucraina a esistere e ha indirettamente minacciato territori che sono appartenuti alla Russia, comprese nazioni che oggi sono democrazie e membri della Nato. Ho deciso di rafforzare l’alleanza con paesi baltici. La Russia ha ammesso che non ritirerà i propri militari dalla Bielorussia, in risposta ho autorizzato ulteriori trasferimenti di truppe e equipaggiamenti già presenti in Europa per rafforzare i nostri alleati baltici: Estonia, Lettonia e Lituania. Questi sono tutti movimenti difensivi da parte nostra. Non vogliamo combattere contro la Russia ma difenderemo ogni territorio della Nato», ha proseguito. Putin «ha minacciato guerra in modo esplicito a meno che le sue richieste non vengano accolte. La Russia in questa vicenda è l’aggressore».

«Vogliamo difendere la nostra alleanza»

«Gli Stati Uniti, con gli alleati e partner, rimangono disponibili» a raggiungere una soluzione «con la diplomazia se le intenzioni sono serie. Alla fine, giudicheremo la Russia per le sue azioni e non per le sue parole. Qualsiasi cosa la Russia farà, noi siamo pronti a rispondere con unità, chiarezza, convinzione. Non stiamo solo difendendo l’Ucraina, ma siamo uniti nel contrastare l’aggressione della Russia. Vogliamo difendere uniti la nostra alleanza della Nato».

La replica di Putin

La Russia è pronta ad esplorare “soluzioni diplomatiche” per la crisi in Ucraina, ma gli interessi di Mosca non sono negoziabili. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin in un video messaggio trasmesso in occasione del ‘Giorno dei difensori della Patria’, festività nazionale in Russia, in replica alle accuse di Biden. “Il nostro Paese è sempre pronto al dialogo diretto e onesto, per la ricerca di soluzioni diplomatiche ai problemi più complessi”, ha detto Putin, aggiungendo che “gli interessi della Russia, la sicurezza dei nostri cittadini, per noi non sono negoziabili”.

Le tre richieste di Putin all’Ucraina

Quella di ieri è stata una giornata in cui le dichiarazioni si sono susseguite. «Se l’Ucraina si doterà di armi nucleari tattiche, sarà una minaccia strategica per la Russia» ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in una conferenza stampa a Mosca. «L’Ucraina ha avuto, nel suo passato sovietico, competenze nucleari molto vaste, in termini di reattori, tecnologia, conoscenze, specialisti. Sarebbe molto facile dotarsi di armi nucleari rispetto ai Paesi che devono iniziare da zero». Tre le richieste di Putin all’Ucraina, in quello che è apparso come un ultimatum: il governo di Kiev dovrebbe ritirare la sua richiesta di adesione alla Nato, demilitarizzare il Paese e riconoscere l’annessione della Crimea alla Russia.

Le regioni di Donetsk e Luhansk

La Russia, ha detto Putin, ha riconosciuto la sovranità delle regioni di Donetsk e Luhansk secondo i confini previsti “quando erano parte dell’Ucraina”. Questo significa che Mosca ha riconosciuto un territorio molto più vasto di quello occupato, dal 2014, dalle Repubbliche popolari. «Riconosciamo la loro costituzione. E nelle costituzioni, i confini sono definiti entro i confini delle regioni di Donetsk e Luhansk, al momento in cui erano parte dell’Ucraina», ha dichiarato Putin.

Il presidente si è soffermato sulla prospettiva di un’Ucraina dotata di armi nucleari. «Non sono in grado di arricchire l’uranio. Ma è solo una questione di hardware, non è un problema che non siano in grado risolvere. Quanto ai sistemi di lancio di queste potenziali armi nucleari, hanno vecchi missili sovietici che possono colpire obiettivi a centinaia di chilometri di distanza», ha detto ancora Putin.

Sulle armi nucleari

«E anche se l’Ucraina si doterà di armi nucleari tattiche, sarà una minaccia strategica per la Russia. Ed è quello che consideriamo ora. Una volta che hai una capacità di lancio di cento chilometri, poi ce l’hai di duecento, poi di trecento. Mosca sarebbe a portata di un missile nucleare. È per questo che consideriamo la questione tanto seriamente», ha aggiunto.

«Non ho detto che dopo questa conferenza stampa vedremo la presenza delle forze russe nelle Repubbliche» di Donetsk e Luhansk, ha affermato Putin dopo una nuova riunione del Consiglio di sicurezza. «È impossibile prevedere scenari, dipenderà dalla situazione sul terreno».

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