Ucraina, il Papa: «Digiuno per la pace il 2 marzo. Non screditare il diritto internazionale»

mercoledì 23 Febbraio 12:40 - di Giorgia Castelli
Papa

«Ho un grande dolore nel cuore per il peggioramento della situazione nell’Ucraina». Il Pontefice, all’udienza generale, rivolge un nuovo appello alle parti in causa per la pace in Ucraina. «Nonostante gli sforzi diplomatici delle ultime settimane, – dice il Papa con preoccupazione – si stanno aprendo scenari sempre più allarmanti. Come me, tanta gente in tutto il mondo sta provando angoscia e preoccupazione. Ancora una volta la pace di tutti è minacciata da interessi di parte». Da qui l’accorato appello: «Vorrei appellarmi a quanti hanno responsabilità politiche perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è il Dio della pace e non della guerra. Il Padre di tutti, non solo di qualcuno, ci vuole fratelli e non nemici. Prego tutte le parti coinvolte perché si astengano da ogni azione che provochi ancora più sofferenza alle popolazioni destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale».

Digiunare per la pace il 2 marzo

Il Papa lancia quindi un appello a digiunare per la pace: «Vorrei appellarmi a tutti, credenti e non credenti: Gesù ci ha insegnato che alla insensatezza della violenza si risponde con le armi di Dio: preghiera e digiuno. Invito tutti il 2 marzo, mercoledì delle Ceneri, a fare una giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti che in quel giorno si dedichino con intensità alla preghiera e al digiuno. La regina della pace preservi il mondo dalla follia della guerra».

Il Papa sulla vecchiaia

Il Papa ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi sulla vecchiaia nel corso dell’udienza generale. «L’anziano non è materiale di scarto ma una benedizione per la società».   Quindi, a braccio, ha osservato: «Ho trovato questa Carta per i diritti degli anziani. È stata redatta dai governi, non dalla Chiesa: è una cosa laica. Gli anziani hanno diritti, farà bene leggerla».

«Da alcuni decenni, questa età della vita riguarda un vero e proprio “nuovo popolo” che sono gli anziani. Mai siamo stati così numerosi nella storia umana. Il rischio di essere scartati – ha sottolineato – è ancora più frequente: gli anziani sono visti spesso come “un peso”. Nella drammatica prima fase della pandemia sono stati loro a pagare il prezzo più alto. Erano già la parte più debole e trascurata: non li guardavamo troppo da vivi, non li abbiamo neppure visti morire. Assieme alle migrazioni, la vecchiaia è tra le questioni più urgenti che la famiglia umana è chiamata ad affrontare in questo tempo».

 

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